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il caso

"Guardate i porno, così imparate cosa è il sesso": licenziata prof delle medie a Firenze

Il tribunale respinge il reintegro dell'insegnante che consigliava YouPorn e mimava atti sessuali in classe con una borraccia

27 Giugno 2026, 20:16

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"Guardate i porno, così imparate cosa è il sesso": licenziata prof delle medie a Firenze

In una scuola media della provincia di Firenze, un'insegnante di educazione motoria è stata destituita dall'incarico a seguito di comportamenti ritenuti gravemente incompatibili con il suo ruolo educativo.
La vicenda, che coinvolge alunni di dodici e tredici anni, ha superato i confini dell'aula per approdare nelle aule del Tribunale di Firenze, dove i giudici hanno respinto il ricorso cautelare della docente per il reintegro.
Secondo la ricostruzione emersa dall'ordinanza del tribunale, l'insegnante avrebbe ripetutamente rivolto alla classe discorsi a sfondo sessuale, arrivando a consigliare esplicitamente agli studenti la visione di YouPorn "per capire bene il sesso".
Gli episodi contestati, tuttavia, non si fermerebbero alle parole: la donna avrebbe raccontato i dettagli di un rapporto intimo avuto il giorno precedente con un uomo di 53 anni e avrebbe perfino utilizzato una borraccia di alluminio per simulare un atto di autoerotismo in classe.
Il caso è venuto alla luce grazie alle segnalazioni degli stessi studenti di seconda media, che ne hanno parlato con i compagni e con gli altri insegnanti.
La dirigente scolastica ha deciso di procedere ascoltando i ragazzi singolarmente, invitandoli a riferire solo ciò a cui avevano assistito di persona e ammonendoli sulla gravità di eventuali false dichiarazioni.  Le testimonianze raccolte sono risultate convergenti tra loro, delineando un quadro fattuale solido.
Sul fronte legale, dopo una prima sospensione del licenziamento ottenuta dalla docente, il collegio della sezione lavoro del Tribunale di Firenze ha accolto il reclamo del Ministero dell'Istruzione e del Merito e della scuola. I giudici hanno ritenuto i fatti "ampiamente sufficienti" per confermare la destituzione cautelare, evidenziando una "radicale contrarietà" del comportamento della docente rispetto alle responsabilità tipiche della sua professione.
Non si tratterebbe, dunque, di una semplice lezione maldestra o di un linguaggio sopra le righe, ma di una sostanziale rottura del patto educativo. Sebbene la causa di merito non sia ancora conclusa e l'insegnante avrà modo di difendersi nel prosieguo del giudizio, allo stato attuale la donna rimane esclusa dalle graduatorie.