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il prototipo

Oltre il muro del suono senza fare rumore: come funziona l'X-59 della Nasa

Raggiunta la quota operativa di Mach 1.4 (circa 1.700 km/h). L'obiettivo è trasformare il distruttivo boom sonico nel rumore di una portiera d'auto per riportare i voli supersonici sopra le nostre città.

28 Giugno 2026, 23:08

23:10

Oltre il muto del suono senza fare rumore: come funzione l'X-59 della Nasa

Per collaudare l’aereo che promette di attenuare il fragore del boom sonico, la NASA ha dovuto affiancargli un jet che produce un boato assordante. È la sfida affascinante e complessa dell’X-59, il velivolo sperimentale sviluppato con Lockheed Martin Skunk Works nell’ambito della missione Quesst (Quiet SuperSonic Technology).

Nelle ultime settimane il programma ha accelerato con decisione. Il 5 giugno 2026 l’X-59 ha infranto ufficialmente la barriera del suono, volando a Mach 1.1 (1350 km/h) a 13.000 metri di quota, ai comandi del pilota collaudatore Jim “Clue” Less. Il vero traguardo è però arrivato il 12 giugno, quando l’aereo ha raggiunto Mach 1.4 (2.700 km/h) a 16.700 metri di quota. Con questo profilo, il velivolo non solo ha superato la velocità del suono, ma ha operato esattamente nelle condizioni per cui è stato concepito.

C’è tuttavia un aspetto rivelatore: la firma acustica dell’X-59 è stata occultata dal boato dell’F-15 di scorta, incaricato di garantire la sicurezza e di raccogliere i dati in volo. Un dettaglio tecnico che dice molto sulla delicatezza dell’impresa: l’obiettivo non è soltanto la prestazione aerodinamica, ma la riscrittura del rapporto tra velocità, impatto sonoro e accettabilità sociale.

Per capire come l’X-59 miri a trasformare il violento boom in un lieve tonfo — il cosiddetto “sonic thump” — basta osservarne la sagoma. Lungo quasi 30 metri, dedica circa un terzo della fusoliera a un muso sottilissimo e proteso in avanti. Questa geometria, unita a un ventre aerodinamico privo di sporgenze e al posizionamento del motore (un General Electric F414) sulla parte superiore della fusoliera, è studiata per “spalmare” l’onda d’urto, separandola in fronti multipli e impedendo che si sommino in un’unica esplosione acustica diretta al suolo.

Il disegno è tanto radicale da imporre soluzioni fuori dall’ordinario: il pilota non dispone di un finestrino frontale. Il cockpit arretrato è assistito dall’eXternal Vision System (XVS), un sofisticato apparato di telecamere e schermi ad alta risoluzione.

L’obiettivo acustico dichiarato è un livello di circa 75 PLdB (Perceived Level of decibels), paragonabile al rumore distante di una portiera d’auto che si chiude. A differenza del Concorde, il cui boom sonico spinse a vietare i voli supersonici commerciali sopra la terraferma, confinandoli sulle rotte oceaniche, l’X-59 non punta a diventare un aereo di linea: è uno strumento di ricerca pensato per produrre evidenze.

Terminata l’attuale fase di espansione dell’inviluppo di volo, la NASA sorvolerà diverse comunità statunitensi per raccogliere le reazioni dei cittadini al passaggio del velivolo. I risultati, all’incrocio tra ingegneria e psicofisica dell’ascolto, verranno consegnati alla Federal Aviation Administration (FAA) e all’ICAO per fornire basi tecniche a nuove normative.

Se la missione riuscirà, potrebbe riaprire un capitolo dell’aviazione civile chiuso da oltre mezzo secolo. La tecnologia ha dimostrato di funzionare in quota; ora attende il giudizio più severo: quello delle persone comuni che alzeranno lo sguardo per valutare un suono.