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Attualità

L'ivoriano di cui più nessuno ha saputo nulla, ad Acate dopo quattro anni una manifestazione per ricordarlo

La federazione Ragusa-Siracusa di Rifondazione comunista spiega perché ha aderito alla manifestazione del 2 luglio

29 Giugno 2026, 08:58

09:00

L'ivoriano di cui più nessuno ha saputo nulla, ad Acate dopo quattro anni una manifestazione per ricordarlo

Daouda Diane, il mediatore scomparso

La Federazione Siracusa/Ragusa di Rifondazione Comunista rompe il silenzio e annuncia la propria adesione all’iniziativa del 2 luglio ad Acate promossa da Usb, definendola non solo un gesto di solidarietà ma un atto di formale denuncia politica. Al centro della mobilitazione c’è la vicenda di Daouda Diane, mediatore culturale e lavoratore scomparso nel nulla il 2 luglio 2022 dal cementificio di Acate: una storia che, a distanza di quattro anni, continua a rappresentare una ferita aperta per l’intero territorio.

«La verità è ancora sepolta sotto una coltre di silenzi complici e indifferenza istituzionale», afferma il segretario Peppe Puccia, ricordando come la scomparsa di Daouda sia stata rapidamente inghiottita da un clima di disattenzione e rimozione. Per Rifondazione Comunista, il trattamento riservato a questa vicenda è il sintomo di un problema più profondo: «Se a sparire non fosse stato un lavoratore sfruttato e cittadino migrante, forse l’attenzione mediatica e le risorse investigative sarebbero state radicalmente diverse».

Il partito denuncia quella che definisce «l’ennesima inchiesta fantasma», un’indagine che si sarebbe arenata troppo presto, lasciando la famiglia di Daouda e l’intera comunità senza risposte. Ma per Rifondazione Comunista questa non è una semplice scomparsa: è il riflesso di un territorio, quello della fascia trasformata del Ragusano, dove lo sfruttamento, il caporalato e l’illegalità diffusa continuano a dettare le regole. «Daouda Diane aveva denunciato con dei video le condizioni di sicurezza e di sfruttamento in quel maledetto cementificio poco prima di sparire», ricorda Puccia, sottolineando come il ruolo di Daouda — un lavoratore che aveva scelto di esporsi per difendere i diritti degli altri — lo abbia probabilmente reso un elemento scomodo.

Rifondazione Comunista respinge con forza l’idea che la vita di un lavoratore migrante possa valere meno del profitto di chi sfrutta. «Non possiamo accettare che lo Stato si arrenda così facilmente», dichiara il segretario, chiedendo che l’inchiesta venga riaperta con mezzi adeguati e con una reale volontà di arrivare alla verità. Il partito non vuole passerelle né rituali di circostanza: pretende che magistratura e inquirenti scavino fino in fondo nei nodi di potere e nelle zone d’ombra che da anni soffocano quel territorio.

Il 2 luglio Rifondazione Comunista sarà ad Acate, insieme ai lavoratori e ai movimenti che chiedono giustizia. «La memoria è un ingranaggio collettivo e noi non dimentichiamo», afferma Puccia. La mobilitazione sarà dedicata a Daouda, alla sua famiglia e a tutti i lavoratori invisibili che reggono l’economia di questa terra a costo della propria vita e della propria dignità.