Il racconto
Una collina nel bel mezzo della Sicilia e il "cuore pulsante" del sistema idrico tra pompaggi e monitoraggi
Il serbatoio che guarda la città, fra automazione, laboratorio e monitoraggio digitale dell'acqua
C’è un luogo che domina la città dall'alto e che ogni giorno, lontano dai riflettori, garantisce uno dei servizi più importanti per migliaia di cittadini: l’acqua. È il sito di San Giuliano di Caltaqua, un’infrastruttura strategica che l’azienda ha aperto alle visite, consentendo di conoscere da vicino il percorso dell’acqua, dalle grandi condotte fino ai controlli di laboratorio e ai sistemi digitali che ne monitorano qualità e distribuzione. Il sito, ristrutturato nel 2020 insieme al Laboratorio Acque Potabili, rappresenta uno dei centri più avanzati della rete idrica provinciale. Un luogo dove innovazione tecnologica, controlli scientifici e gestione informatizzata convivono in un’area di 8.133 metri quadrati che offre anche uno dei punti panoramici più suggestivi sulla città. Al suo interno trovano posto il grande serbatoio idrico, il laboratorio di analisi, locali tecnici, magazzini e persino un piccolo museo all'aperto che racconta la storia dell’acquedotto di Caltanissetta.

A San Giuliano, con la sostituzione e l’adeguamento delle apparecchiature elettroidrauliche, la realizzazione di nuovi sistemi di automazione e telecontrollo e il completo rinnovamento delle strutture di servizio, c’è un vero e proprio gioiello di avanguardia. Oggi molte delle operazioni che un tempo richiedevano la presenza fisica degli operatori vengono effettuate a distanza. Attraverso software dedicati e moderne apparecchiature è possibile monitorare sia la portata sia la qualità dell’acqua in ingresso, controllare le camere di manovra e intervenire tempestivamente in caso di anomalie. Un salto tecnologico che permette una gestione più efficiente della rete, una riduzione dei tempi di intervento e una conoscenza dello stato dell'intero sistema idrico. Il serbatoio di San Giuliano è il cuore della distribuzione dell’acqua. La struttura è composta da una camera di manovra di circa undici metri per lato, alta nove metri e con una parte interrata profonda quasi otto metri. Dal ballatoio centrale si accede alle due sezioni del serbatoio, costituite da dodici vasche con copertura a volta. Ogni lato può contenere 3.500 metri cubi d’acqua, per una capacità complessiva di 7mila metri cubi. Qui confluiscono le acque provenienti dagli acquedotti Ancipa, Fanaco e Madonie Est.
Da San Giuliano l’acqua viene poi distribuita ai serbatoi cittadini: Sant'Anna, Piedigrotta e Sant'Elia, oltre che alle reti idriche del Sanatorio e Paladini. Il sistema è progettato per garantire continuità del servizio anche durante eventuali manutenzioni: i serbatoi possono essere esclusi temporaneamente grazie a un sistema di valvole di intercettazione e di interconnessioni tra le diverse condotte. Ma il vero salto di qualità è rappresentato dalla digitalizzazione della rete. La sala regia di Caltaqua è un autentico centro di controllo dove ogni parametro viene seguito in tempo reale. Attraverso 271 gateway distribuiti sull'intero territorio provinciale vengono monitorati circa 89 mila contatori telecomandati, consentendo una gestione puntuale dei consumi, della distribuzione e delle eventuali criticità. Accanto agli impianti opera il laboratorio acque potabili, considerato uno dei presìdi più importanti dell'intera organizzazione aziendale. Qui vengono effettuate circa 1.300 analisi ogni anno sui campioni prelevati lungo tutta la rete idrica provinciale. Il laboratorio è suddiviso in due sezioni specialistiche: quella dedicata alle analisi chimico-fisiche e quella microbiologica. Ogni campione segue un percorso rigorosamente tracciato, dal momento del prelievo fino all'emissione del rapporto finale di prova. Grazie a software gestionali dedicati vengono raccolti, elaborati e validati tutti i dati, trasformandoli in informazioni che vengono poi rese disponibili anche agli utenti attraverso gli aggiornamenti pubblicati sul portale aziendale. Un sistema che garantisce trasparenza, tracciabilità e controllo continuo sulla qualità dell'acqua distribuita.
-1782851366957.jpeg)
Durante la visita è stato possibile comprendere da vicino il lavoro quotidiano che si svolge dietro un gesto semplice come aprire il rubinetto di casa. Un'attività che coinvolge competenze diverse e altamente specializzate, illustrate con competenza dalla dottoressa Leo Romano, dalla biologa Ilaria Milazzo, dall'ingegnere Andrea Carletta, dal dottor Calogero Santoro e dai tecnici Salvatore Capitano e Rosario Sortino, che hanno accompagnato il percorso illustrando ogni fase del sistema, dalla captazione ai controlli di laboratorio fino alla gestione digitale della rete. Quella di San Giuliano non è soltanto una grande infrastruttura idrica. È il simbolo di un servizio essenziale che oggi punta sempre più su innovazione, automazione e controllo scientifico, con l'obiettivo di garantire ai cittadini un'acqua sicura, costantemente monitorata e distribuita attraverso una rete sempre più efficiente.