il dibattito
Riserve naturali del Libero Consorzio in stallo: Quinci chiede una regia regionale per Bosco d'Alcamo, foce del Belice e Stagnone
Vincoli normativi e carenza di risorse fanno andare in tilt il sistema, da qui le proposte da Trapani a Palermo
Criticità nelle riserve naturali gestite dal Libero Consorzio: Bosco d’Alcamo, Foce del fiume Belice e Stagnone di Marsala.
Il presidente del Libero Consorzio Comunale, Salvatore Quinci, ne ha delineato le principali problematiche:
"Il nostro impegno è costante – afferma Quinci – ma nello stesso tempo fiaccato dalle contraddizioni di legge che rallentano l’attività amministrativa".
Il nodo, sottolinea, riguarda soprattutto "la scarsa, a volte proibitiva, capacità di assumere, che è chiamata anche a valicare un muro insormontabile, quello delle risorse finanziarie".
Per superare l’impasse, Quinci indica una prima mossa operativa: "L’input è di dare seguito, nel più breve tempo possibile, a uno screening complessivo per ogni singola area protetta: personale, funzioni, accordi con Enti, un lavoro che dovrà consegnarci un quadro dettagliato per aprire una nuova fase progettuale".
In parallelo, si valuta l’elaborazione di un piano di sistema per metterle in rete.
In questa direzione, il presidente invoca una cabina di regia regionale: "Serve una strategia di vasi comunicanti, progetto e prospettive di crescita saranno indirizzati all’Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente, la Regione è una protagonista che ha scelto di fare la comparsa, lasciando spazio all’indifferenza ed in qualche caso al silenzio. Una scelta che si sta dimostrando perdente e che ha radici storiche da non confondere con la scorciatoia della polemica politica".
Capitolo risorse: "C’è ben altro da discutere. Progetti e strategie di sviluppo hanno bisogno di fondi – e siamo pronti a chiederli con forza, ma anche con grande senso di responsabilità – ma non sono ultimativi, neanche decisivi. Il Governo siciliano deve dirci come punta a inserire le aree protette nelle sue politiche ambientali e turistiche. Serve una regia senza i limiti della logica dell’emergenza o delle soluzioni tampone. Risulta indispensabile per potenziare gli interventi di prevenzione e di difesa dei territori, per sedimentare un’autentica cultura ambientale e per formare una nuova sensibilità sociale. Regia che proporrò all’Assessorato per le nostre tre Riserve, apripista per tutto il patrimonio ambientale protetto della Sicilia".