La storia
Ecco chi è l'unico uomo al mondo che ha prestato la sua Fiat Campagnola del 1978 a due Papi
Dall'accento milanese e dall'abbronzatura lampedusana: la vettura è custodita nell'isola
L’uomo – forse l’unico al mondo – che ha prestato la sua macchina a due Papi ha l’accento molto milanese e l’abbronzatura molto lampedusana, e cioè quella permanente scavata dal sole che da queste parti picchia forte per otto - nove mesi l’anno che manco ai Caraibi.
Si chiama Ennio Delfino, ha 81 anni portati alla grande, nella vita fa l’imprenditore immobiliare, passa tre mesi pieni di vacanza-lavoro a Lampedusa ed è il proprietario della Fiat Campagnola del 1978, diventata la Papamobile lampedusana. E’ identica a quella che il Pontefice usa in Piazza San Pietro per stare tra la gente durante le udienze generali e diventata tristemente celebre nel maggio del 1981 quando Ali Agca tentò di assassinare Giovanni Paolo II. I ricordi di questa Campagnola sono però decisamente migliori, sin da quando, nel 2013, la Gendarmeria Vaticana la chiese in “prestito” per Papa Francesco. Trovare Ennio tra le vie di Lampedusa non è difficile, se non altro perché lo conoscono tutti. Ieri ad esempio l’unico “inghippo” – se così vogliamo chiamarlo – è stato un piccolo ritardo rispetto all’ora dell’appuntamento. Colpa non sua, ovviamente. «Arrivo subito – ha infatti spiegato – sono al lavaggio, finisco e sono da voi». E così è stato.
La Fiat Campagnola decappottabile, modificata e dunque senza i sedili posteriori, così il Pontefice può stare in piedi e benedire la folla, è di un colore non esattamente bianco. Dicono sia bianco vela che – a un occhio maschile – appare però verdino chiarissimo. Una signora a fianco – con occhio finissimo da donna – però non ha avuto dubbi e ha confermato: «No no, è proprio bianco vela». Ma il punto non è la tonalità del colore, ma le condizioni perfette della Papamobile lampedusana, a cominciare dalla carrozzeria e tutto il resto. Non c’è un graffio, non c’è un’ammaccatura. Per avere quasi 50 anni è davvero perfetta.
«La prima volta, nel 2013, mi ha chiamato il Vaticano ed è venuta la gendarmerie a visionare la macchina. Hanno subito dato l’ok per Papa Francesco. Stavolta invece mi ha contattato il sindaco Filippo Mannino attraverso la Prefettura. E dal Vaticano hanno detto, ancora una volta, “va bene, ok, è una macchina idonea per Papa Leone”».
Questa macchina ha una storia non solo perché è l’auto usata da due Papi. L’ha portata qui in nave nel 1979 Ennio Delfino, che un anno prima era venuto a Lampedusa in vacanza insieme alla sorella Daniela e alla moglie Edoardina Chatrian, valdostana che, esattamente come Ennio, si è innamorata di quest’isola che, 50 anni fa, era molto diversa rispetto a oggi. Alla fine degli anni Settanta i turisti si contavano in poche decine, forse un paio di centinaia, oggi siamo nell’ordine dei trecentomila e passa l’anno.
La Papamobile lampedusana non circola abitualmente per le strade dell’isola. Lo stesso Ennio la tiene in un garage come un cimelio che però, se serve, come in questo caso, può essere rimesso in strada.
«La prima volta nel 2013 – ha raccontato Ennio – è stata davvero un’emozione, adesso è quasi routine. Tredici anni fa siamo stati ricevuti da Papa Francesco con mia moglie Edoardina. E’ stata una grandissima emozione. Stavolta non so se accadrà di nuovo. Però i nominativi ce li hanno richiesti e sono stati dati, ma non so ancora se avremo la possibilità di incontrare il Pontefice. Non so nemmeno per quale tratto del percorso verrà utilizzata la Campagnola».