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Attualità

"Pozzallo revochi quel riconoscimento al gerarca fascista Filippo Pennavaria"

Il caso che fa discutere nella città marittima è stato sollevato dall'Anppia dopo una ricerca negli archivi sui documenti risalenti al 1926

05 Luglio 2026, 01:45

01:50

"Pozzallo revochi quel riconoscimento al gerarca fascista Filippo Pennavaria"

Filippo Pennavaria

Pozzallo si ritrova a fare i conti con un frammento di memoria che riemerge dagli archivi comunali e che riapre una pagina delicata della sua storia. Il documento del 1926 che attesta un’onorificenza concessa a Filippo Pennavaria, figura legata al fascismo, ha riportato alla luce un passato complesso, segnato da tensioni politiche e da episodi che hanno inciso profondamente sulla vita civile del territorio ibleo. La questione, sollevata dall’ANPPIA, non riguarda soltanto la correttezza archivistica, ma il rapporto tra la comunità e la propria identità democratica: quali simboli conservare, quali riconsiderare, quali contestualizzare alla luce dei valori costituzionali.

L’associazione ha chiesto la revoca dell’onorificenza, ritenendo che il mantenimento di un riconoscimento attribuito durante il regime fascista sia incompatibile con i principi della Repubblica. La presenza di nomi legati al ventennio all’interno degli atti ufficiali, secondo l’ANPPIA, rappresenta una ferita ancora aperta, che riguarda non solo Pozzallo ma molti comuni italiani impegnati da anni in un lavoro di revisione delle intitolazioni e dei riconoscimenti risalenti a quel periodo.

Interpellato sulla vicenda, il sindaco di Pozzallo Roberto Ammatuna ha fatto sapere che interverrà per procedere nella direzione richiesta, avviando le verifiche necessarie e valutando gli atti da adottare. Una posizione che apre la strada a un possibile intervento istituzionale e che conferma la volontàamministrazione di affrontare il tema con responsabilità e attenzione.

La discussione che si è aperta attorno al documento del 1926 non è soltanto un esercizio di memoria storica: è un confronto sul modo in cui una comunità sceglie di rappresentare se stessa, sul valore dei simboli e sulla necessità di distinguere ciò che appartiene alla storia da ciò che può ancora parlare al presente. Pozzallo si trova così davanti a un passaggio delicato, che richiede studio, consapevolezza e partecipazione, affinché la memoria non sia un peso, ma un’occasione per ribadire i valori democratici che oggi definiscono la città.