la vertenza
Pesca siciliana in ginocchio: le coop chiedono 28 milioni e misure urgenti
Il grido d'allarme per salvare le marinerie e le filiere che sono settori nevralgici
La pesca siciliana è allo stremo e le principali organizzazioni del settore tornano a lanciare un appello durissimo alla Regione. Agci Agroittico, Agripesca, Anapi Pesca, Confcooperative, Legacoop, Federpesca, Unci e Unicoop diffondono un documento unitario oggi dopo diversi incontri. Denunciano un quadro ormai insostenibile, frutto di una combinazione di fattori che ha messo in ginocchio le marinerie dell'isola.
Gli effetti della crisi climatica, il ciclone Harry, il fenomeno della mucillagine e le difficoltà strutturali del comparto hanno compromesso la produttività e l'equilibrio degli ecosistemi marini. A questo si aggiunge oggi un ulteriore colpo: il caro carburanti, alimentato dalle tensioni internazionali legate al conflitto iraniano. Un aumento che incide direttamente sulla sostenibilità economica delle attività di pesca, già fortemente compromesse.
Le associazioni avvertono che molte cooperative e imprese non sono più nelle condizioni di generare reddito, con il rischio concreto di perdere intere comunità costiere, tradizioni e filiere produttive fondamentali per l'identità siciliana. Per questo chiedono alla Regione Siciliana interventi immediati: rifinanziare e rendere operativo il Fondo di solidarietà della pesca previsto dall'art. 39 della L.R. 9/2019, e inserire nell'assestamento di bilancio un stanziamento di almeno 28 milioni di euro, ritenuto indispensabile per garantire un ristoro economico alle imprese e ai marittimi.
Le associazioni sollecitano inoltre politiche strutturali: riduzione dei costi energetici, investimenti in innovazione e sostenibilità, misure coordinate a livello regionale, nazionale ed europeo. La richiesta è di un incontro immediato con Governo regionale, Ars e Commissione Attività Produttive per definire azioni concrete e salvare un settore che non può più aspettare.