l'allarme
Ati idrico di Caltanissetta in stallo: fondi già esauriti e progetti bloccati
Personale insufficiente e incertezza sull'affidamento a Caltaqua
L’Ati idrico presieduto dal sindaco di Gela Terenziano Di Stefano alle prese con la difficoltà a partecipare a bandi per ottenere i finanziamenti per la realizzazione di nuove reti idriche o opere di miglioramento di quelle esistenti nel territorio nisseno.
Di interventi da fare ce ne sono tanti, ma l’Ati idrico si trova di fronte all’impossibilità di accedere ai fondi. Per partecipare ai bandi è necessario presentare un progetto esecutivo dell’opera che si vuole realizzare. Ma nelle casse dell’Ati ci sono solo gli... sgoccioli. Un quadro di paralisi quello che viene evidenziato dal presidente dell’Ati che ha indetto ieri una seduta dell’organismo che sovrintende all’approvvigionamento e al rifornimento idrico del territorio proprio per affrontare il caso.
Sedici anni fa, quando fu siglato il contratto con Caltaqua, la spesa che l’Ati poteva fare era di 25 milioni di euro. Una somma che si è quasi esaurita. Per poter partecipare ai bandi, presentando progetti esecutivi, l’Ati dovrebbe affidarsi a tecnici esterni con una spesa consistente che limiterebbe il suo raggio di azione, oppure far predisporre i progetti da personale interno. La seconda ipotesi - come sottolinea Di Stefano - è impraticabile.
L’Ati ha solo due dipendenti ed entrambi inquadrati in un livello che non prevede questo tipo di attività.
«L’unica strada percorribile – dice il presidente – è quella di affidare la quota rimanente a Caltaqua come soggetto attuatore degli interventi, in modo che provveda alle varie progettazioni che si rendono necessarie. Ma non abbiamo certezza che questa strada si possa percorrere. Perciò ci dovremo affidare ad un legale per chiedere un parere. Se dovesse essere negativo non sapremmo come superare questo ostacolo. È una vicenda che mette a nudo tutta la fragilità del sistema delle Ati messo in campo dalla Regione. Crearli è semplice, ma poi se non hanno i mezzi e le condizioni per agire, ciò che si riesce a fare non coincide con ciò che si dovrebbe fare».
E ieri il sindaco Di Stefano ha affrontato l’argomento con gli altri componenti dell’Ati idrico.