Assistenza mancata
Centro regionale per la spina bifida a rischio: Asisbi chiede garanzie all'Asp per i 140 pazienti
L'Azienda sanitaria di Caltanissetta lascia la porta mezza aperta: «Non si possono rinnovare le convenzioni»
Un confronto diretto con i vertici dell'Asp per chiedere garanzie sul futuro del Centro regionale per la prevenzione e lo studio della spina bifida. È quello che si è svolto ieri mattina nella sala Majorana dell'Azienda sanitaria provinciale di Caltanissetta, dove una delegazione dell'Asisbi (Associazione siciliana Spina Bifida e Idrocefalo), accompagnata dai propri familiari disabili, molti dei quali in carrozzina, ha incontrato i rappresentanti dell'Asp. Alla riunione hanno preso parte famiglie provenienti da diverse province dell'Isola. Per l'Asp erano presenti il direttore amministrativo Lombardo, il referente sanitario La Ferla, e la referente amministrativa Campo. Il presidente dell'Asisbi, Carlo Campione, ha illustrato le difficoltà legate al mancato rinnovo del protocollo d'intesa tra l'associazione e l'Asp, accordo che negli anni ha consentito di assicurare la presenza periodica a Caltanissetta di specialisti della patologia provenienti dai principali centri italiani, garantendo ai pazienti prestazioni altamente specialistiche. L'Azienda sanitaria ha evidenziato le criticità di natura normativa che, al momento, ostacolano il rinnovo delle convenzioni. Allo stesso tempo ha prospettato la possibilità di individuare professionisti appartenenti al servizio sanitario nazionale e ha sottolineato la necessità di predisporre un piano diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta), strumento ritenuto indispensabile per fare il punto sull'attività del centro e definire in maniera organica i bisogni assistenziali dei pazienti.
Le spiegazioni fornite dall'Asp, tuttavia, non hanno soddisfatto l'associazione, che ha ribadito di non avere ottenuto risposte concrete rispetto alle esigenze manifestate. Al centro della protesta resta infatti il mancato rinnovo delle convenzioni che hanno consentito, negli anni, l'arrivo a Caltanissetta di specialisti provenienti dai principali centri nazionali di riferimento. Attualmente, secondo quanto riferito dall'associazione, è rimasta attiva soltanto la convenzione con il fisiatra, una situazione che desta forte preoccupazione per le circa 140 persone seguite dal centro regionale. L'associazione sottolinea come il centro nisseno rappresenti una realtà strategica, essendo l'unico presidio riconosciuto dalla Regione Siciliana per la prevenzione e lo studio della spina bifida.