Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
6 luglio 2026 - Aggiornato alle 21:54
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

la storia

Maddalusa senz'acqua da quasi 60 giorni: il regolamento lascia il borgo a secco

I residenti ricorrono al Codacons, domani il vertice in Prefettura e si deciderà sulle possibili ordinanze emergenziali

06 Luglio 2026, 21:45

21:51

Maddalusa senz'acqua da quasi 60 giorni: il regolamento lascia il borgo a secco di Agrigento

Maddalusa senz’acqua da quasi 60 giorni, domani pomeriggio vertice in Prefettura ad Agrigento per affrontare quella che con il tempo assume sempre di più l’aspetto di una emergenza che nessuno sa (può) risolvere. I fatti sono noti: dalla modifica del regolamento d’utenza da parte di Aica e Ati proprio rispetto all’approvvigionamento con autobotte stipulato a fine maggio, qualunque cittadino che viva in zone sprovviste di reti idriche potrà ottenere l’agognata cisterna su ruote solo se ha un contratto con la società che gestisce il servizio idrico integrato. Questo esclude chiaramente dall’elenco coloro che non possono ottenerlo in quanto non in regola da un punto di vista urbanistico. Una condizione che riguarda molti cittadini in provincia ma, in un solo caso, un intero borgo: proprio Maddalusa. Una situazione rispetto alla quale i residenti hanno chiesto l’aiuto del Codacons e firmato attraverso i propri legali diffide formali agli enti preposti, senza che si sia mosso nulla. L’incontro di oggi servirà per fare il punto sulla vicenda, capendo a chi spetta l’onere di dare risposte ai cittadini che, pur nell’irregolarità urbanistica delle loro condizioni, vivono in case inabitabili perché prive di possibilità di rifornirsi (legalmente) di acqua.

Da quanto trapelato, il Comune si sarebbe attivato con il sindaco Michele Sodano per chiedere all’Asp di valutare l’eventualità di una situazione di emergenza sanitaria nelle case prive di approvvigionamento idrico, verosimilmente per emettere un’ordinanza che possa consentire alla Protezione civile comunale di rifornire queste abitazioni. Questo in un momento delicatissimo, tuttavia, con la Procura che ha ribadito l’onere dei Municipi di demolire gli abusi già passati in giudicato.

Intanto, sollecitati proprio dal Codacons, sono gli uffici dell’Ati Idrico ad essersi attivati rispondendo che il nuovo regolamento non ha imposto alcun divieto, ma solo modificato l'estensione del servizio. Per queste aree (quelle non servite ndr) è prevista la consegna dell'acqua potabile, preventivamente controllata, tramite autocisterne autorizzate a partire da punti di erogazione vicini. A queste utenze viene applicata la tariffa standard decurtata del 10% sulla quota variabile per compensare il mancato utilizzo delle reti di distribuzione, mantenendo a carico dell'utente i costi relativi a captazione, potabilizzazione, adduzione, accumulo e controlli di qualità. E se sono abusivi? Devono sperare nella pioggia.