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Attualità

Parco degli Iblei nel Ragusano, l'Ordine dei geologi attacca la presidente della Provincia Schembari

"Siamo stati esclusi dal percorso concertativo. E nessuno ci ha spiegato il motivo"

07 Luglio 2026, 00:37

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Parco degli Iblei nel Ragusano, l'Ordine dei geologi attacca la presidente della Provincia Schembari

Paolo Mozzicato presidente dell'Ordine

«L’esclusione dell’Ordine dei Geologi di Sicilia dal tavolo sul Parco degli Iblei è una decisione grave, incomprensibile e istituzionalmente ingiustificabile». Con queste parole il presidente dell’Ordine regionale, Paolo Mozzicato, esprime il profondo disappunto della categoria per il mancato invito alla riunione dedicata alla procedura di istituzione del Parco Nazionale degli Iblei, in programma oggi alle 13 al Palazzo della Provincia, in viale del Fante a Ragusa.

Nella nota firmata da Mozzicato si sottolinea come i geologi siano, per legge, i professionisti titolari di competenze tecnico-scientifiche esclusive in materia di tutela del territorio e, pertanto, non possano essere tenuti fuori dalle fasi propedeutiche del processo decisionale.

«Ancor più incomprensibile è la scelta di invitare soggetti che non possiedono le nostre specifiche competenze, escludendo invece chi il territorio lo studia, ne valuta i rischi e contribuisce quotidianamente alla sua pianificazione. Una decisione che mortifica il ruolo delle professioni tecniche e priva il confronto istituzionale di un contributo essenziale».

Il presidente ricorda inoltre che, negli incontri precedenti sul Parco degli Iblei, il Consiglio Nazionale dei Geologi era stato regolarmente coinvolto: «Per questo motivo la nostra esclusione appare ancora più inspiegabile e rappresenta un passo indietro che non possiamo accettare in silenzio».

Infine, Mozzicato rivolge un appello alle istituzioni e alla politica: «Ai geologi si pensa sempre quando è troppo tardi, dopo frane, alluvioni, dissesti e tragedie. Quando invece si decide il futuro del territorio, le nostre competenze vengono troppo spesso ignorate. È una cultura che deve cambiare: la prevenzione non si costruisce dopo le emergenze, ma coinvolgendo fin dall’inizio chi ha le conoscenze scientifiche per evitarle. Escludere i geologi anche in questa specifica circostanza, oltre che rappresentare una grave scorrettezza sul piano formale, significa in sostanza indebolire la qualità delle decisioni e rinunciare a una corretta pianificazione del territorio».