Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
7 luglio 2026 - Aggiornato alle 10:39
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

Attualità

Monterosso Almo e la linea ferrata che non esiste più: quella di Ciccio Pecora

La storia di un itinerario a scartamento ridotto che è entrato nell'immaginario collettivo degli Iblei

07 Luglio 2026, 00:45

00:50

Monterosso Almo e la linea ferrata che non esiste più: quella di Ciccio Pecora

Una foto colorata artificialmente della stazione ferroviaria a Monterosso Almo

La vecchia linea ferroviaria conosciuta come Ciccio Pecora continua a esercitare un fascino particolare su escursionisti, appassionati di storia locale e amanti della mountain bike. Un percorso che oggi vive una seconda vita, trasformato in uno dei sentieri naturalistici più suggestivi degli Iblei, ma che affonda le sue radici in una storia ferroviaria che ha attraversato generazioni. A raccontarla, con la passione che lo contraddistingue, è l’ambientalista locale Alessandro Pantano, che da anni si impegna per valorizzare i luoghi più autentici del territorio.

La linea, attiva fino al 1956, collegava Siracusa, Ragusa e Vizzini, attraversando i monti Iblei con un tracciato a scartamento ridotto. Proprio questa caratteristica contribuì alla nascita del soprannome “Ciccio Pecora”. Pantano ricorda che il nome deriva da Francesco Battaglia Ciulla, commerciante ragusano che esponeva in vetrina piccoli trenini giocattolo. I convogli reali, più stretti e minuti rispetto alle linee tradizionali, finirono per essere paragonati scherzosamente ai suoi modellini, e il nomignolo entrò nel linguaggio comune fino a diventare parte della memoria collettiva.

Oggi, nel territorio di Monterosso Almo, quel tracciato è diventato un percorso naturalistico molto frequentato. I binari non ci sono più, ma il fondo sterrato compatto e la pendenza lieve rendono il sentiero ideale per camminate, trekking e pedalate. Pantano sottolinea come questo tratto sia «uno dei più affascinanti dell’intera ex linea», grazie alla varietà dei paesaggi e alla presenza di elementi storici perfettamente integrati nella natura.

Tra questi, spiccano le antiche gallerie scavate nella roccia, testimonianze dell’ingegneria ferroviaria del tempo. La più nota, la Galleria ex ferrovia Ciccio Pecora, si estende per circa 300 metri e rappresenta uno dei passaggi più suggestivi del percorso. Attraversarla significa immergersi in un’atmosfera sospesa, dove il silenzio e la pietra raccontano un passato che continua a vivere.

Il sentiero si snoda tra muretti a secco, boschi come quello di Serrarossa, e scorci che restituiscono tutta la bellezza del paesaggio ibleo. «È un luogo che unisce natura e memoria» osserva Pantano, «un patrimonio che va tutelato e valorizzato, perché racconta una parte importante della nostra identità territoriale».

La storia della “Ciccio Pecora” non è solo un ricordo ferroviario: è un esempio di come un’infrastruttura dismessa possa trasformarsi in risorsa culturale e ambientale. Un percorso che oggi invita a rallentare, a osservare, a riscoprire un territorio che continua a sorprendere chi lo attraversa.