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Attualità

Aeroporto di Comiso, emergenza caldo e sovraffollamento: interviene la protezione civile

Le ricadute dopo l'inevitabile aumento del traffico a causa delle bizze dell'Etna

07 Luglio 2026, 14:39

14:40

Aeroporto di Comiso, emergenza caldo e sovraffollamento: interviene la protezione civile

L'aeroporto di Comiso questa mattina (foto Assenza)

Lo scalo “Pio La Torre” di Comiso sta vivendo un afflusso di viaggiatori senza precedenti, un vero “surplus” dovuto alla parziale chiusura e alle pesanti limitazioni imposte al vicino Catania-Fontanarossa, nuovamente condizionato dall’attività eruttiva dell’Etna, soprannominata con ironia dai passeggeri “Etna Party”.

A rendere il quadro ancora più critico contribuisce un’ondata di caldo torrido che sta colpendo la intera Sicilia, con temperature record sia all’interno sia all’esterno del terminal.

Con l’aerostazione ben oltre la capienza ordinaria e le code che si allungano fino al piazzale esterno, la macchina dei soccorsi è stata attivata per prevenire malori e garantire l’assistenza minima ai viaggiatori stremati.

È intervenuta la Protezione Civile regionale, affiancata dal Libero Consorzio Comunale di Ragusa: squadre di volontari appartenenti a diverse associazioni locali sono arrivate sul posto per supportare la gestione dei flussi.

Le priorità riguardano il sostegno logistico e l’idratazione degli utenti. I volontari stanno distribuendo migliaia di bottigliette d’acqua alle persone in coda — tra cui numerosi anziani, bambini e turisti colti di sorpresa dal caos dei voli — mentre la Protezione Civile monitora costantemente le condizioni dei presenti, pronta a segnalare ai presidi sanitari eventuali colpi di calore o cali di pressione.

Abituato a ritmi più contenuti, l’aeroporto di Comiso è divenuto una valvola di sfogo essenziale per il traffico aereo dell’isola, dimostrando grande resilienza ma anche evidenti limiti strutturali di fronte a emergenze di tale portata.

Al momento, il coordinamento tra gestione aeroportuale, forze dell’ordine e volontari consente di mantenere la situazione sotto controllo, in attesa che la nube di cenere del vulcano si diradi e il sistema aeroportuale siciliano torni alla normalità.