la proposta
Favignana, laboratorio per un turismo sostenibile: architetti e istituzioni progettano il futuro del centro storico
Al centro dell'iniziativa c'è l'obiettivo di conciliare turismo, vivibilità, mobilità lenta e tutela dell’identità
Si è svolto negli uffici del Comune di Favignana un primo incontro operativo per l’avvio dell’accordo di collaborazione tra Ente, Ordine degli Architetti della provincia di Trapani e Fondazione Architetti nel Mediterraneo “Francesco La Grassa”. L’iniziativa attua un protocollo firmato dai tre enti e punta a realizzare uno studio tecnico-scientifico per supportare lo Studio Commerciale, uno strumento di legge utile per programmare le attività economiche e per la gestione sostenibile del centro urbano.
Favignana si propone così come laboratorio per poter studiare e capire le trasformazioni che riguardano molte realtà mediterranee, tra congestione, pressione stagionale, consumo dello spazio pubblico e rischio di perdita di identità. “La sfida - sottolinea L’Ordine - non è limitare il turismo, risorsa fondamentale per l’isola, ma inserirlo in una visione complessiva di territorio capace di tenere insieme attrattività, sostenibilità e identità. Il centro storico non è solo supporto delle attività economiche, ma bene comune da progettare e governare nell’interesse della comunità residente”. Alla presenza del sindaco Giuseppe Pagoto e dell’architetto Leonardo Fici, il tavolo ha definito i primi indirizzi individuando temi strategici: vivibilità urbana, qualità dello spazio pubblico, equilibrio tra residenti e visitatori, distribuzione attività economiche, accessibilità, mobilità lenta, decoro urbano e valorizzazione dell’identità storica dell’isola. Per l’Ordine degli Architetti erano presenti Salvatore Cusumano e Massimiliano Fardella, insieme ai consiglieri Dario Errante Parrino e Valentina Manzo; per la Fondazione, la presidente Giuseppina Pizzo e il consigliere Mauro Di Giorgio.
“Favignana ci offre l’occasione di lavorare su un caso concreto e delicato - dichiarano assieme Cusumano e Fardella - dove le competenze tecniche dell’Ordine possono mettersi al servizio di una comunità che vive quotidianamente le contraddizioni del turismo insulare”. Per la presidente Pizzo della Fondazione: ”Questo protocollo dimostra cosa significhi mettere la cultura del progetto al servizio dei territori, restituendo centralità alla vita quotidiana delle comunità”.
Il gruppo di lavoro ha poi effettuato un sopralluogo in centro. Lo studio analizzerà occupazioni del suolo pubblico, qualità arredi, continuità percorsi pedonali e ciclabili, aree di sosta e soglie di compatibilità tra pressione turistica e capacità di accoglienza, obiettivo dichiarato: “superare una visione quantitativa dello sviluppo turistico per costruire un modello fondato su qualità urbana e tutela dei caratteri identitari di Favignana”. Il progetto costituirà inoltre la base per un futuro concorso di idee.
“Il percorso appena avviato – conclude la nota - vuole offrire a Favignana non solo uno strumento tecnico, ma una prospettiva culturale e progettuale: un modello di ospitalità capace di accogliere senza saturare, valorizzare senza consumare, innovare senza perdere il legame con paesaggio, storia e comunità”.