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il lutto

Ci lascia a 79 anni l'uomo che inventò le telecronache a due voci

Addio a Luigi Colombo: con la sua geniale intuizione al fianco di José Altafini cambiò per sempre il modo di raccontare il calcio in tv, trasformando la partita da evento descritto a narrazione spiegata

08 Luglio 2026, 18:02

18:10

Ci lascia a 79 anni l'uomo che inventò le telecronache a due voci

Il giornalismo sportivo italiano perde uno dei suoi più grandi innovatori: è scomparso, a 79 anni, Luigi Colombo, l’uomo che ha trasformato il racconto televisivo del calcio nel nostro Paese.

Prima di lui, le gare in tv erano affidate a una singola voce. Colombo ebbe un’intuizione tanto semplice quanto dirompente: comprese che il telespettatore contemporaneo non desiderava soltanto sapere cosa stesse accadendo, ma anche capirne le ragioni. Da qui la decisione di affiancare al telecronista principale una “seconda voce”, un ex calciatore capace di leggere e spiegare spazi, tempi, idee e dettagli tecnici del gioco.

Quella formula, oggi del tutto naturale e alla base di ogni grande trasmissione sportiva, ha un atto di nascita preciso: il 14 marzo 1981, in occasione della finale di Coppa di Lega inglese tra Liverpool e West Ham. Fu allora che Colombo, approdato a Telemontecarlo, debuttò in cabina di commento al fianco di José Altafini. Proprio l’ex attaccante brasiliano ha poi riconosciuto a Colombo l’avvio della sua fortunata seconda carriera da commentatore televisivo.

L’invenzione venne successivamente perfezionata coinvolgendo figure di altissimo profilo come Fabio Capello e Giacomo Bulgarelli. La grandezza di Colombo sta nell’aver intuito, con anticipo su tutti, che il calcio in tv dovesse passare dalla “partita raccontata” alla “partita spiegata”, fondendo informazione giornalistica e lettura tecnica in un equilibrio impeccabile.

Il suo percorso professionale, tuttavia, va ben oltre la creazione della doppia voce. Formatosi in un ambiente televisivo pionieristico, da TWM 66 a Telemilano 58 (l’emittente antenata di Canale 5), trovò in Telemontecarlo il proprio laboratorio ideale. Lì divenne responsabile del settore sportivo e, come telecronista puro, portò nelle case degli italiani i più grandi eventi internazionali.

La sua voce accompagnò oltre 550 partite commentate, quattro Mondiali, tre Europei e tre Olimpiadi (tra cui i Giochi e gli Europei del 1984, 1988 e 1992). Nel 1985 fu lui, insieme a Bruno Pizzul, a raccontare la tragica finale di Coppa dei Campioni all’Heysel tra Juventus e Liverpool.