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La sonda cinese Tianwen-2 svela la vera natura della nostra "quasi-luna"
A soli 20 chilometri dal corpo celeste, le prime immagini ravvicinate mostrano un asteroide minuscolo e velocissimo. Si riaccende il dibattito sulle sue origini misteriose
A prima vista potrebbe sembrare un oscuro frammento di roccia sospeso nel vuoto, e invece l’asteroide 469219 Kamoʻoalewa è divenuto uno dei corpi celesti più affascinanti e dibattuti della planetologia contemporanea.
Dopo un viaggio di 400 giorni e quasi un miliardo di chilometri, la sonda cinese Tianwen-2 si è portata fino a 20 chilometri da questo enigmatico oggetto, immortalando una serie di immagini ravvicinate che costringono gli scienziati a rivedere molte certezze.
Le nuove fotografie delineano un profilo spigoloso, asimmetrico e allungato, lontano dal consueto “ciottolo tondeggiante” che l’immaginario collettivo associa agli asteroidi.
Ma la sorpresa maggiore riguarda la taglia: per anni stimata tra i 40 e i 100 metri, la dimensione è stata ora ridotta a circa 18 metri, secondo le misurazioni della sonda cinese corroborate dai dati del James Webb Space Telescope (JWST).
Si tratterebbe dunque di un bersaglio minuscolo, molto riflettente, in rapida rotazione: completa un giro su se stesso in circa 28 minuti.
Sebbene spesso definito dai media una “miniluna”, Kamoʻoalewa è tecnicamente un quasi-satellite: orbita attorno al Sole, ma in risonanza co-orbitale 1:1 con la Terra.
È il compagno terrestre più stabile noto, e dovrebbe restare in questa configurazione per secoli.
Proprio tale stabilità ne ha fatto il candidato ideale per l’ambiziosa missione di ritorno di campioni della China National Space Administration (CNSA), decollata nel maggio 2025.
Raggiungere e prelevare materiale da un oggetto così piccolo e veloce costituisce però una sfida ingegneristica di prim’ordine.
L’elevata velocità di rotazione solleva interrogativi sulla coesione interna e sulle condizioni superficiali; studi precedenti indicano comunque la possibile presenza di granuli di polvere compresi tra 1 millimetro e 1 centimetro.
Il nodo più intricato resta l’origine. Per lungo tempo si è ipotizzato che Kamoʻoalewa fosse un antico frammento lunare, espulso da un impatto.
Uno studio pubblicato nel maggio 2026 ha però ribaltato lo scenario, suggerendo un legame con la famiglia di asteroidi Flora, poi profondamente alterato dall’esposizione allo spazio.
A fine giugno 2026, le osservazioni del JWST hanno aggiunto una terza pista, rilevando materiali insoliti affini alle rarissime meteoriti “aubriti”.
Solo campioni fisici potranno risolvere il dibattito.
Se l’operazione andrà a buon fine, la capsula con i frammenti di Kamoʻoalewa rientrerà sulla Terra entro la fine del 2027, e la Cina diventerà il terzo Paese al mondo — dopo Giappone e Stati Uniti — a riportare a casa materiale da un asteroide.
Nel frattempo, Tianwen-2 proseguirà il viaggio nel profondo dello spazio verso la cometa 311P/PANSTARRS, con arrivo previsto intorno al 2035.