Cronaca
Gli aggressori di Davide Cavallo chiedono scusa e, allo stesso tempo, minimizzano
A Milano è andata in scena un'altra udienza del processo contro i giovani che hanno pestato il bocconiano di Ragusa
“Siamo mortificati” e “chiediamo scusa”. È il messaggio che i tre minorenni imputati per l’aggressione a Davide Cavallo, lo studente della Bocconi rapinato, picchiato e accoltellato a Milano, hanno rivolto al giudice nell’udienza davanti al gup del Tribunale per i Minorenni.
Alle scuse, però, non sono seguite piene ammissioni: invitati a ricostruire il proprio ruolo nel pestaggio, i ragazzi hanno ridimensionato le rispettive condotte o dichiarato di non ricordare.
L’episodio risale al 12 ottobre scorso, in corso Como, quando Cavallo fu assalito da un gruppo di giovani durante una rapina e ferito con un coltello, riportando lesioni permanenti.
Nel corso dell’udienza, uno degli imputati ha sostenuto di non essersi accorto della presenza dell’arma poiché era “voltato”, nonostante dalle chat acquisite agli atti emerga che ne fosse a conoscenza.
Un secondo ha riferito di aver sferrato “solo due lievi calci”, precisando che uno non avrebbe nemmeno colpito la vittima.
Il terzo ha ripetuto più volte “non ricordo”, evitando una ricostruzione dettagliata.
All’epoca dei fatti avevano tutti 17 anni: oggi due sono collocati in comunità e uno è detenuto all’istituto penale minorile Beccaria.
Per il tramite dei difensori, i tre hanno chiesto l’accesso alla messa alla prova o, in subordine, il rito abbreviato.
Il giudice ha rinviato l’udienza al 2 settembre, concedendo ulteriore tempo affinché i giovani maturino una maggiore consapevolezza rispetto alle contestazioni; nel frattempo gli operatori incaricati aggiorneranno le relazioni sul loro percorso comportamentale.
Prima di chiudere la seduta, il gup ha domandato agli imputati quali fossero le loro aspettative per il futuro: due hanno detto di sperare in una “seconda possibilità”, alludendo proprio alla messa alla prova. Il terzo, recluso al Beccaria, ha spiegato di aver già intrapreso un percorso di recupero, aggiungendo però di necessitare di più tempo.
All’esterno del tribunale ha parlato anche Davide Cavallo, che ha auspicato il proseguimento del percorso di giustizia riparativa intrapreso da tutti e cinque i giovani coinvolti nell’aggressione. “Spero che prenda il binario giusto”, ha dichiarato al termine dell’udienza.