Attualità
Pozzallo e gli sbarchi, il sindaco Ammatuna: "Lasciati soli dalla Regione"
Nel corso della notte sono arrivati 46 migranti dal Bangladesh e dall'Egitto
A 60 miglia dalla costa pozzallese, nella notte, la motovedetta della Capitaneria di Porto ha soccorso 46 migranti provenienti dal Bangladesh e dall’Egitto, trasferiti poi all’Hotspot del porto per le procedure di accoglienza. Un intervento che conferma ancora una volta la centralità di Pozzallo nel sistema dei soccorsi nel Mediterraneo e che riporta al centro il tema delle responsabilità istituzionali nella gestione degli arrivi.
Il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, interviene con una dichiarazione durissima, collegando quanto avvenuto alle recenti scelte politiche nazionali ed europee. Richiama innanzitutto la visita di Papa Francesco a Lampedusa, definita “apprezzata e applaudita da tutti, specialmente dai rappresentanti istituzionali”, e mette in contrasto quel momento di attenzione umanitaria con gli effetti del decreto Piantedosi, che ha portato al fermo amministrativo e a una multa da 10.000 euro alla ONG Trotamar, “colpevole di aver salvato 25 migranti”.
Ammatuna sottolinea poi come la nuova normativa europea sull’asilo e l’immigrazione imponga ai Comuni sede di sbarco di garantire, con personale proprio, assistenza e tutela ai minori non accompagnati durante lo screening. Una norma che definisce “di grande civiltà”, ma che scarica ulteriori responsabilità sugli enti locali. “Anche questa mattina, il Comune di Pozzallo, a proprie spese, garantisce la presenza delle figure di assistenti sociali nell’Hotspot portuale”, afferma il sindaco, evidenziando come l’amministrazione continui a sostenere costi e impegni senza ricevere adeguati supporti.
Il primo cittadino denuncia inoltre la distribuzione senza criterio dei finanziamenti regionali destinati ai Comuni che affrontano la pressione degli sbarchi: contributi che arrivano ad alcuni enti mentre Pozzallo, “secondo avamposto della Sicilia dopo Lampedusa”, viene lasciato solo. Ammatuna critica apertamente anche il presidente della Regione, Renato Schifani, che “fino a ieri è stato presente a pochi chilometri da Pozzallo” ma “non ha mai sentito il bisogno di visitare i due Hotspot del territorio che svolgono un’importante funzione umanitaria”.
La conclusione del sindaco è un atto d’accusa che sintetizza la sua posizione: “Purtroppo, ancora una volta, su un tema così delicato e importante, non si può non prendere atto che si è di fronte ai soliti sepolcri imbiancati e al trionfo dell’ipocrisia.”