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Attualità

"Solo Ragusa senza la scritta Marina: noi protestiamo"

Domani l'iniziativa promossa dal consigliere Laporta e da alcuni residenti della frazione a mare

11 Luglio 2026, 02:17

02:20

"Solo Ragusa senza la scritta Marina: noi protestiamo"

Gli arredi turistici contestati

Sta suscitando polemiche l’arredo urbano installato nella rotatoria Balcone Mazzarelli di Marina di Ragusa, dove sono stati collocati dei parallelepipedi con la scritta “Ragusa”. La scelta, voluta dal sindaco Peppe Cassì e dalla sua giunta, ha provocato la reazione di una parte dei residenti e del consigliere Angelo Laporta, che ha annunciato una protesta pacifica per domenica 12 luglio alle ore 9.30 proprio presso la rotatoria.

Secondo Laporta e i cittadini che hanno aderito all’iniziativa, la decisione di non inserire la dicitura “Marina di Ragusa” rappresenta una ferita all’identità della borgata, che negli anni ha costruito una propria immagine turistica e culturale distinta, pur restando parte integrante del territorio comunale. “L’identità di una comunità si rispetta e non si cancella”, si legge nel messaggio diffuso sui social per invitare alla manifestazione.

L’arredo, pensato con finalità turistiche e di accoglienza, rientra nel progetto di valorizzazione degli ingressi cittadini avviato dall’Amministrazione Cassì. L’intento, secondo quanto dichiarato dal Comune, è quello di creare un’immagine coordinata e riconoscibile per tutto il territorio di Ragusa, comprese le sue frazioni. Tuttavia, la scelta di riportare solo il nome del capoluogo ha riacceso il dibattito sull’autonomia identitaria di Marina di Ragusa, località balneare che negli ultimi decenni ha assunto un ruolo centrale nel turismo ibleo.

La protesta annunciata per domenica si svolgerà in modo pacifico e civile, con l’obiettivo di chiedere un ripensamento della decisione e di riaffermare il valore simbolico del nome “Marina di Ragusa”, considerato dai residenti parte integrante della storia e dell’immagine della borgata.

Il confronto tra amministrazione e cittadini si preannuncia acceso, ma anche utile per chiarire il confine tra identità locale e visione unitaria del territorio. Un tema che, come dimostra questa vicenda, continua a toccare corde profonde nella comunità ragusana.