la storia
Estasi collettiva o suggestione? I malori inspiegabili durante la messa in Calabria
Un fenomeno legato alla figura di don Carlo Alberto Piro attira folle di curiosi tra il silenzio della diocesi
Nel cuore delle colline vibonesi, le frazioni di Vena Media e Vena Inferiore sono diventate il teatro di un fenomeno religioso tanto singolare quanto intenso. Qui, la messa sembra oltrepassare i confini dell’ordinario: i fedeli tornano al centro della scena liturgica, si piegano, si lasciano andare e, in più casi, si accasciano a terra.
Secondo le ricostruzioni, durante la funzione – in particolare nel momento dell’Eucaristia – alcuni partecipanti cadrebbero, restando con gli occhi chiusi per alcuni minuti, per poi rialzarsi e riprendere parte al rito come se nulla fosse.
Il tema è balzato all’attenzione nazionale grazie a un’inchiesta pubblicata da Il Fatto Quotidiano, che ha acceso i riflettori su episodi descritti come ricorrenti, quasi a ogni funzione.
Al centro di questa singolare esperienza pastorale c’è una figura di riferimento: don Carlo Alberto Piro, sessantenne originario di Nicotera, parroco dal 2021.
La sua vicenda personale è segnata dal dolore e dalla fede: ordinato in età adulta dopo la tragica morte della fidanzata, è ben inserito nel tessuto diocesano e ha ricoperto, tra l’altro, l’incarico di assistente per gli adulti dell’Azione Cattolica.
Nonostante l’afflusso di devoti e curiosi, il sacerdote respinge qualsiasi aura di eccezionalismo, preferendo presentarsi come "un semplice sacerdote" impegnato a guidare le anime a Cristo.
Alcuni osservatori accostano quanto avviene al cosiddetto “riposo nello Spirito”, esperienza tipica dell’ambito carismatico cattolico in cui, dopo un’intercessione, la persona si lascia cadere a terra.
Gli esperti delle realtà carismatiche, come Charis, invitano tuttavia a un attento discernimento, mettendo in guardia dal rischio di trasformare la preghiera in spettacolo o di ricercare l’evento straordinario a scapito dell’autentico incontro con Dio.