Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
12 luglio 2026 - Aggiornato alle 19:03
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

Attualità

"Cambiate quel nome, non è la nostra frazione": a Marina di Ragusa la protesta dei residenti

Questa mattina la pacifica contestazione per chiedere di modificare la denominazione del City brand di colore giallo

12 Luglio 2026, 13:10

"Cambiate quel nome, non è la nostra frazione": a Marina di Ragusa la protesta dei residenti

I residenti di Marina di Ragusa non si arrendono. Anzi, rilanciano la loro protesta. Dopo le prime segnalazioni e le prese di posizione in Consiglio comunale, questa mattina una settantina di cittadini si è radunata in modo pacifico nella rotatoria del Balcone Mazzarelli, per contestare la collocazione del nuovo city brand installato dall’amministrazione comunale: un totem che riporta esclusivamente la scritta “Ragusa”.

Per molti abitanti della frazione, quel nome rappresenta una scelta che cancella l’identità storica e culturale di Marina di Ragusa. Non è solo una questione estetica, spiegano, ma un tema di appartenenza. Il riferimento a Mazzarelli, l’antico nome della borgata, è parte integrante della memoria collettiva e della tradizione locale. E proprio per questo i residenti chiedono che il totem venga modificato, riportando chiaramente la denominazione “Marina di Ragusa”.

A farsi portavoce di questo malessere, nei giorni scorsi, era stato in aula consiliare Angelo Laporta, consigliere comunale nato a Marina di Ragusa negli anni Cinquanta, in via Pozzallo. Laporta, da sempre custode delle tradizioni “mazzariddare”, aveva sottolineato come la comunità locale percepisse l’installazione del totem come un’imposizione dall’alto, priva di ascolto e di condivisione.

La protesta di oggi conferma che il sentimento è diffuso. Famiglie, anziani, giovani: una rappresentanza eterogenea che ha voluto manifestare con compostezza ma con fermezza, chiedendo che l’identità della frazione venga rispettata e valorizzata. Per loro, il totem non è un semplice elemento di arredo urbano, ma un simbolo che deve raccontare la storia e l’anima del territorio.

Il sindaco Peppe Cassì, da parte sua, ha ribadito che il city brand è stato concepito come marchio unico per l’intera città, e che Ragusa non può avere “più anime o denominazioni” all’interno della stessa strategia comunicativa. Una posizione che, al momento, non sembra convincere i residenti, determinati a proseguire la loro battaglia identitaria.

La discussione, dunque, resta aperta. Marina di Ragusa rivendica il proprio nome e la propria storia; l’amministrazione difende una visione unitaria del brand cittadino. La protesta pacifica di oggi dimostra che il confronto non è destinato a spegnersi, e che la comunità locale intende far sentire la propria voce con sempre maggiore determinazione.