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lo studio

La mappa dei tesori verdi: in Sicilia 69 piante uniche al mondo e che non conoscevamo

L'ultimo censimento della Società botanica italiana accende i riflettori sull'inestimabile patrimonio di flora spontanea dell'Isola

14 Luglio 2026, 13:23

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La mappa dei tesori verdi: in Sicilia 69 piante uniche al mondo e che non conoscevamo

La betulla dell'Etna

La Sicilia si conferma uno scrigno prezioso di biodiversità vegetale ma, paradossalmente, rimane tra i territori meno esplorati dalla comunità scientifica. È il ritratto, affascinante e al tempo stesso pressante, delineato dal nuovo e imponente studio della Società Botanica Italiana, pubblicato sulla rivista Plant Biosystems.

A vent’anni dal precedente censimento, la nuova cartografia della flora spontanea nazionale restituisce dati sorprendenti: tra il 2005 e il 2025 in Italia sono state individuate 453 nuove entità botaniche tra specie e sottospecie.

Di queste, ben 443 sono endemiche, ovvero presenti esclusivamente entro i confini del Paese.

In questa stagione di scoperte, l’Isola recita un ruolo da protagonista. Con 69 nuove specie rinvenute nel ventennio, la Sicilia conquista il secondo posto a livello nazionale, preceduta soltanto dall’Abruzzo (74) e davanti a regioni ad alto pregio naturalistico come Toscana (53) e Sardegna (51). Un risultato che porta anche una firma locale: a coordinare il lavoro del Gruppo di Floristica, Sistematica ed Evoluzione della Società Botanica Italiana è stato il professor Gianniantonio Domina dell’Università di Palermo.

Il quadro, tuttavia, evidenzia un’Italia a due velocità. Se il Nord — in particolare Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige — ha compiuto progressi significativi nella mappatura del proprio patrimonio vegetale, il Mezzogiorno procede più lentamente.

Proprio la Sicilia, pur a fronte dell’eccezionale numero di recenti ritrovamenti, condivide con Basilicata, Calabria, Molise, Campania e Puglia il primato poco invidiabile di regione con “ampie lacune conoscitive”, lasciando ancora vaste porzioni di territorio prive di indagini sistematiche.

La cartografia della flora non è un esercizio accademico, ma uno strumento imprescindibile per salvaguardare questo patrimonio. Come sottolinea Lorenzo Peruzzi, dell’Università di Pisa e co‑autore dello studio, l’opera rappresenta una base operativa per indirizzare le azioni future: “Aggiornare e migliorare le conoscenze sulla distribuzione della flora spontanea – spiega Peruzzi – significa porre le basi scientifiche indispensabili per la tutela della biodiversità, la gestione del territorio e la conservazione degli habitat”.