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Clamoroso a Ragusa, le Ferrovie presentano ricorso al Tar per chiudere il passaggio a livello di via Paestum
Dopo un dibattito che dura da anni, il caso è emerso ieri pomeriggio in aula sollevato dal consigliere comunale Sergio Firrincieli. L'amministrazione comunale ha deciso di resistere
La Giunta comunale di Ragusa ha deliberato di costituirsi davanti al TAR di Catania per contrastare il ricorso presentato da Rete Ferroviaria Italiana, che sollecita la soppressione definitiva del passaggio a livello tra via Paestum e via Colajanni, come previsto dalla convenzione del 1996. La decisione, assunta all’unanimità e dichiarata immediatamente esecutiva, affida la difesa all’avvocato comunale Sergio Boncoraglio e autorizza il Sindaco a rappresentare l’Ente in giudizio.
Nel provvedimento si evidenzia che RFI imputa al Comune un “grave inadempimento” rispetto agli obblighi assunti trent’anni fa, chiedendo anche il risarcimento dei danni asseritamente subiti.
Il tema è tornato con vigore al centro del confronto politico in Aula grazie all’intervento del consigliere Sergio Firrincieli, che ha riacceso i riflettori su una vicenda da tempo divisiva.
Firrincieli ha ricordato come il Consiglio comunale avesse già indicato la necessità di individuare soluzioni per elevare gli standard di sicurezza e fluidificare la circolazione nell’area, senza che Sindaco e Giunta dessero corso a tali indirizzi.
A suo avviso, l’assenza di una regolamentazione del traffico e il mancato avvio di interventi concreti — più volte richiesti in questi anni — avrebbero favorito il ripetersi di sinistri e attraversamenti pericolosi in corrispondenza della barriera ferroviaria, attirando l’attenzione di RFI e riaprendo un dossier che sembrava destinato a restare in sordina.
Il consigliere ha rivolto un’accusa diretta all’amministrazione: “Ritengo che la mancata ricerca di soluzioni, così come il Consiglio comunale aveva deliberato, abbia indotto naturalmente alle successive denunce di incidenti o comunque di attraversamenti del passaggio a livello. Questo ha spinto RFI a ricordarsi che a Ragusa c’era un passaggio a livello da sopprimere. Dobbiamo dare la colpa al sindaco: se avesse regolamentato e se tutto quello che abbiamo sempre chiesto negli anni fosse stato realizzato, sarebbe stato un deterrente e non sarebbe successo nulla. Sarebbe calato il silenzio, e da Roma Ragusa non l’avrebbero neanche considerata. Questo l’ho detto chiaramente ieri sera in Consiglio”.
Firrincieli ha inoltre ribadito che la chiusura dell’attraversamento a raso, in assenza di opere sostitutive, rischierebbe di isolare una parte della città e di compromettere la gestione delle emergenze. Ha richiamato la natura strategica del collegamento per i quartieri delle Masserie, per via Colajanni, per i Pianetti e per l’accesso all’ospedale.
Una posizione che si inserisce in un confronto ultradecennale: da un lato l’esigenza di garantire gli standard di sicurezza ferroviaria, dall’altro il timore che la soppressione del passaggio a livello peggiori la mobilità urbana e comporti disagi significativi ai residenti.
La scelta della Giunta di resistere in giudizio rappresenta un passaggio decisivo. Da anni si discute di sottopassi, cavalcavia e altri interventi mai concretizzati, mentre l’attraversamento resta un nodo irrisolto. La Camera di Consiglio del 22 luglio sarà il primo banco di prova, ma tutto lascia pensare che la vicenda continuerà a occupare a lungo l’agenda politica e il dibattito cittadino.