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lo studio

L'Etna e l'"inghiottitoio" di Nord-Est: il mistero del cratere senza fondo che beve la lava

Magma e gas ridisegnano la mappa del Vulcano con un raro travaso ininterrotto che ha lasciato a bocca aperta gli esperti vulcanologi

17 Luglio 2026, 17:32

17:40

L'Etna e l'"inghiottitoio" di Nord-Est: il mistero del cratere senza fondo che beve la lava

(foto Ingv)

L'Etna si conferma un vulcano dalle dinamiche straordinarie e in continuo mutamento, modellato da variazioni altimetriche e dalla strettissima contiguità dei crateri sommitali. Tale configurazione ha fatto sì che, in numerosi episodi storici, i flussi di lava emessi da un condotto finissero per riversarsi direttamente in quello adiacente.

Negli anni più recenti, tra il 2015 e il 2024, si è assistito per esempio alla completa ostruzione della Bocca Nuova, colmata dal materiale fuoriuscito dalla vicina Voragine.

L'eruzione del 5-7 luglio 2026 ha tuttavia offerto ai vulcanologi un fenomeno particolarmente singolare. L'apertura di una frattura eruttiva, la cosiddetta "bottoniera", sul fianco settentrionale della Voragine ha generato una vigorosa colata che si è tuffata interamente nel cratere di Nord-Est.

Lo scenario, simile a una spettacolare cascata di lava incandescente, ha rivelato un dettaglio inatteso: pur a fronte di un afflusso continuo di magma, il condotto del Nord-Est ha inghiottito tutto il materiale senza colmarsi né occludersi, restando aperto e intensamente degassante.

Per quanto raro, un episodio analogo si verificò esattamente trent'anni fa, tra luglio e agosto del 1996, ma con i ruoli capovolti. In quella stagione fu infatti il cratere di Nord-Est — allora in attività stromboliana — a inondare con le proprie colate il condotto della Voragine per circa tre settimane, senza mai sigillarne il fondo.

A spiegare questo affascinante "scambio di ruoli" sono i profondi e costanti cambiamenti morfologici dell'area sommitale.

Nel 1996 la vetta assoluta dell'Etna coincideva con il cratere di Nord-Est, mentre la Voragine si presentava come una depressione a imbuto collocata più in basso.

Oggi, la situazione è radicalmente mutata: nel 2026 è la Voragine a rappresentare il punto culminante, sovrastando il Nord-Est con un dislivello di quasi 100 metri.

Il fianco settentrionale del cono della Voragine si raccorda ormai direttamente alla parete interna del Nord-Est attraverso un pendio ripidissimo: è proprio lungo questa nuova, vertiginosa connessione che, a luglio, si è aperta la frattura, regalando all'Etna la sua più recente e straordinaria cascata di fuoco.