Società
Hanno 107 anni, ma la passione politica non si è mai spenta: la Storia (con la S maiuscola) di Ermidia e Silvana
Una è siciliana, l'altra friulana, e hanno votato la prima volta al referendum del 1946. Oggi seguono, rispettivamente, Giorgia Meloni ed Elly Schlein. A raccogliere la testimonianza l’Associazione Italia
Sono nate all’epoca dell’influenza spagnola e sul finire della Prima guerra mondiale. Protagoniste di una singolare vicenda di passione civile e impegno politico, due donne unite da un fervore identico, seppur su “polo opposto”: Ermidia Di Giannantonio, classe 1919, residente a Pisa, e Silvana Pini, coetanea che vive a Bologna.
Entrambe pensionate, entrambe vedove, l’una di origini siciliane e l’altra friulane. Il 2 giugno 1946, quando per la prima volta in Italia le donne furono ammesse alle urne per scegliere tra Monarchia e Repubblica, avevano appena 27 anni.
Da allora non hanno saltato una sola consultazione, di qualunque tipo: politiche, amministrative o referendarie.
Hanno attraversato una Monarchia e poi due stagioni repubblicane, la “prima” e la “seconda”, partecipando ai passaggi chiave della storia del Paese, dai referendum sul divorzio a quelli sul nucleare. Oggi, a 107 anni, restano vigili e curiose, seguono persino i dibattiti politici in televisione.
La penultima tornata, la signora Ermidia – che molti chiamano Erminia – ha votato alle Europee e alle Amministrative del 2024, con l’assistenza dell’Associazione Italia (www.associazione-italia.it), che tra le sue attività tutela anche i diritti delle persone anziane.
E nemmeno quest’anno le due “veterane del voto” hanno voluto rinunciare a esercitare il proprio diritto-dovere sulla Riforma della Giustizia, loro che furono presenti fin dalla genesi della Carta costituzionale. Hanno espresso scelte divergenti, una “sì” e l’altra “no”, in linea con le indicazioni delle rispettive figure politiche di riferimento: “rispettivamente Meloni e Schlein”.
Queste due donne, energiche e battagliere, hanno attraversato tre epidemie (spagnola, Sars e Covid), due guerre mondiali, i momenti più drammatici della nostra storia, e hanno visto succedersi dieci Papi, nonché salire e cadere presidenti del Consiglio e leader di ogni schieramento.
Oggi coltivano un desiderio semplice e simbolico: una foto con la loro leader preferita. Hanno chiesto il tesseramento ad honorem, la prima a Fratelli d’Italia e la seconda al Partito Democratico, e sognano uno scatto che le ritragga insieme alle due protagoniste, con Giorgia ed Elly che si stringono la mano, “perché in fondo lavorano entrambe per lo stesso Paese”.