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Attualità

Il racconto del parroco di Giarratana: "Una notte all'addiaccio che non si dimentica dopo l'incidente sulla circonvallazione"

Padre Ottone è rimasto coinvolto ieri sera in un pesante scontro tra auto. Ma i rilievi delle forze dell'ordine sono stati effettuati solo questa mattina

21 Luglio 2026, 19:56

Il racconto del parroco di Giarratana: "Una notte all'addiaccio che non si dimentica dopo l'incidente sulla circonvallazione"

L'auto di padre Franco Ottone

Una notte che non si dimentica: il racconto di padre Franco Ottone dopo l'incidente sulla circonvallazione.

Ci sono notti che segnano. Non per ciò che accade, ma per ciò che si è costretti a vivere dopo. È la notte di padre Franco Ottone, parroco di Giarratana, che ieri sera, poco prima delle 21, è rimasto coinvolto in un incidente sulla circonvallazione di Chiaramonte Gulfi.

Un impatto violento, improvviso, che ha staccato la ruota anteriore della sua auto e lasciato entrambi i conducenti – lui e un cittadino albanese – scossi ma fortunatamente illesi.

La vera prova, però, è iniziata dopo. Perché i rilievi, indispensabili per ricostruire la dinamica, sono arrivati solo all'alba, poco prima delle otto.

Una lunga attesa, fatta di silenzi, di buio, di stanchezza.

Una notte trascorsa all'addiaccio, seduti su un muretto, con l'auto incidentata ferma in mezzo alla strada e nessuna possibilità di andare via. Padre Franco lo racconta con una sincerità che colpisce: "Non ce l'ho con nessuno. I ragazzi delle forze dell'ordine fanno quello che possono. Ma se manca personale, si finisce per vivere situazioni del genere. E vi assicuro che non è stato semplice".

Ore e ore passate lì, mentre qualche amico arrivava a portare conforto, mentre qualche passante si fermava a chiedere come stessero.

Intorno alle tre, il sacerdote ha provato a chiudere gli occhi in un'altra auto, per recuperare un minimo di energie. Ma tutto è rimasto fermo, immobile, sospeso.

In mezzo a quella notte difficile, padre Franco ha voluto ringraziare chi è arrivato subito: "I vigili del fuoco sono stati tempestivi, presenti, disponibili. Li ringrazio davvero."

Poi, con la calma di chi ha visto molto nella vita, aggiunge: "Non è una polemica. È una riflessione. Una segnalazione che vuole essere costruttiva. I cittadini hanno bisogno di attenzione, soprattutto dopo un incidente che, credetemi, non è stato uno scherzo."

E nonostante la maglietta sporca di sangue, nonostante la notte insonne, stamattina padre Ottone ha fatto ciò che fa ogni giorno: "Così com'ero, sono andato a confessare due sposi che domani si uniranno in matrimonio. Poi sono rientrato a casa. Ma un'esperienza del genere non la auguro a nessuno".

Il suo racconto non punta il dito.

Non cerca colpevoli.

Chiede soltanto che situazioni così non si ripetano.

Che chi resta coinvolto in un incidente non debba affrontare anche una notte di solitudine e attesa.

Che si trovino soluzioni, perché la sicurezza e la dignità delle persone non possono essere lasciate al caso.