il caso
Il crollo degli dei della "manosphere": chi sono e di cosa sono accusati i fratelli Tate
Arrestati a Miami, devono rispondere anche di stupro e pornografia estrema, mentre la difesa invoca disperatamente l'aiuto di Donald Trump
I fratelli anglo‑americani Andrew e Tristan Tate, influencer noti e figure controverse del web, sono al centro di un articolato dossier giudiziario internazionale. Fermati a Miami il 18 luglio scorso dal US Marshals Service, si trovano in detenzione preventiva in un penitenziario federale, in attesa della decisione sulla richiesta di estradizione avanzata dal Regno Unito.
Chi sono i Tate? Hanno costruito un impero mediatico attorno ai concetti di “forza, controllo e invulnerabilità”. Andrew Tate, 39 anni, con un passato nei reality, è divenuto un punto di riferimento della cosiddetta “manosphere” globale. La sua immagine pubblica si nutre di continue provocazioni, ostentazione della ricchezza e discorsi spesso accusati di misoginia. Questi tratti gli sono valsi l’esclusione da piattaforme come YouTube, TikTok e Instagram per violazioni delle policy sull’hate speech, pur mantenendo su X un seguito che supera i 10 milioni di utenti. Dal 2016 al 2025 i due fratelli hanno vissuto in Romania, dove sono pendenti procedimenti paralleli che in passato avevano già reso complesso un loro rientro nel Regno Unito. Nel frattempo, i Tate hanno consolidato una comunità digitale numerosa e combattiva, che interpreta le loro vicende giudiziarie come una “guerra culturale” contro figure percepite come anti‑sistema.
Le contestazioni: 59 capi d’imputazione. La domanda di estradizione britannica si fonda su un impianto accusatorio in forte ampliamento, che oggi comprende 59 capi relativi a presunti fatti avvenuti tra luglio 2010 e agosto 2017. L’inchiesta si è estesa di recente, coinvolgendo complessivamente sette presunte vittime.
Nel dettaglio, ad Andrew Tate vengono attribuiti 42 reati: tra questi, sette nuovi capi per stupro, tre per organizzazione o favoreggiamento del traffico a scopo di sfruttamento sessuale, tre per aggressione con lesioni personali e 19 addebitati a immagini indecenti di minori e pornografia estrema.
Tristan Tate, 38 anni, deve rispondere di 17 imputazioni, tra cui un nuovo capo di violenza sessuale, due per stupro e tre connessi al traffico a fini di sfruttamento sessuale.
Per proteggere le accusatrici dall’enorme esposizione mediatica e dal peso della notorietà dei Tate, l’Alta Corte inglese ha recentemente negato ai due fratelli l’accesso ai nomi delle donne che li chiamano in causa.
La linea difensiva: la “persecuzione politica”. Di fronte alla procedura di estradizione — un meccanismo in vigore tra Stati Uniti e Regno Unito dal 2007 che accoglie la quasi totalità delle istanze — i difensori tentano di trasfigurare il procedimento penale in un caso politico. Denunciano una presunta “persecuzione politica” e invocano l’intervento dell’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump come argine alla giustizia britannica. Una strategia che punta a mobilitare la base di sostenitori, ma che dovrà misurarsi con l’iter previsto: prima un rigoroso esame tecnico‑giudiziario, e solo in seguito l’eventuale intervento del segretario di Stato americano.