Attualità
Pozzallo fa i conti con i sabotaggi per luce e acqua
Il sindaco Ammatuna: "Siamo alle prese con un fatto di estrema gravità"
Pozzallo è sotto shock dopo l’ennesimo episodio che ha messo a nudo la fragilità delle sue infrastrutture e l’irresponsabilità di chi, nella notte del 17 luglio, ha compiuto un gesto che la comunità definisce senza esitazioni un atto criminale. Alcuni ignoti hanno infatti manomesso pesantemente il quadro di comando elettrico della pompa di sollevamento di emergenza situata nel canalone della zona di piazza Padre Pio, collegando una presa volante artigianale dopo aver scollegato i fili principali dell’impianto. Un’azione compiuta con destrezza, che ha provocato un cortocircuito devastante e un grave guasto al contatore Enel che alimenta l’intera struttura. Un sabotaggio vero e proprio, che ha colpito nel momento di massima vulnerabilità dell’anno, quando la continuità del servizio idrico è un presidio sanitario essenziale per centinaia di famiglie alle prese con temperature estreme e ondate di calore senza precedenti.
La pompa danneggiata non è un semplice componente tecnico, ma un’infrastruttura salvavita per la sicurezza idraulica e l’approvvigionamento della zona. Privarne la cittadinanza significa esporre anziani, bambini e persone fragili a rischi drammatici, lasciandoli senza difese contro l’afa di questi giorni. Il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, ha espresso parole durissime: «Siamo di fronte a un fatto gravissimo. Con questo atto si alza decisamente l’asticella del normale vandalismo notturno. Non si tratta più di una bravata, ma di un sabotaggio mirato ai danni della collettività». Un commento che riflette la rabbia di un’intera comunità, consapevole che le conseguenze avrebbero potuto essere ancora più catastrofiche per l’ambiente e l’igiene pubblica dell’intero perimetro urbano.
La società di gestione Iblea Acque si è attivata immediatamente per limitare i disservizi e ha presentato una denuncia dettagliata presso la Stazione dei Carabinieri di Pozzallo. I militari dell’Arma hanno avviato le indagini per risalire ai responsabili, mentre i tecnici hanno lavorato senza sosta per ripristinare la funzionalità dell’impianto. A complicare ulteriormente la situazione, nelle stesse ore due cabine elettriche — nelle zone Scaro e Raganzino, tra via Vasco de Gama e le aree limitrofe — sono state alimentate da gruppi elettrogeni a causa di guasti verificatisi nella serata di lunedì, intorno alle 21.30. Luce e acqua sono tornate nelle case dei pozzallesi soltanto alle 15.30 del giorno successivo, dopo quasi diciotto ore di blackout. Numerose famiglie hanno segnalato la perdita di alimenti conservati nei freezer e nei congelatori, ormai deteriorati e da buttare.
La notizia, lanciata dal giornalista Calogero Castaldo, è diventata in poche ore di dominio pubblico, scatenando un’ondata di indignazione che ha attraversato l’intera città. Pozzallo si ritrova così a fare i conti con una doppia emergenza: da un lato un sabotaggio che colpisce al cuore la sicurezza idrica della città, dall’altro una serie di guasti che hanno aggravato la situazione, lasciando la popolazione senza servizi essenziali nel momento più critico dell’anno. Un episodio che richiede risposte rapide, indagini serrate e un rafforzamento dei sistemi di protezione delle infrastrutture strategiche, perché la comunità non può più permettersi di essere esposta a rischi così gravi.