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il caso

Ornella Muti e la figlia Naike vogliono diventare russe: presentata la richiesta per ottenere il passaporto

Dalla casa nel cuore della capitale ai nonni di San Pietroburgo, tutti i retroscena di una scelta identitaria covata per quasi un decennio

22 Luglio 2026, 10:58

11:00

Ornella Muti e la figlia Naike vogliono diventare russe: presentata la richiesta per ottenere il passaporto

Naike Rivelli ha reso noto all’agenzia russa Ria Novosti che lei e la madre, l'attrice Ornella Muti, intendono presentare una richiesta ufficiale per ottenere la cittadinanza della Federazione Russa.

L’annuncio, giunto in un contesto internazionale segnato da forti tensioni, ha immediatamente alimentato il dibattito ma le dirette interessate rivendicano però la scelta come un gesto identitario, privo di finalità politiche.

Per Ornella Muti, all’anagrafe Francesca Romana Rivelli, il desiderio di possedere il passaporto di Mosca non è né un colpo di teatro né una trovata mediatica, bensì il compimento di un percorso meditato da tempo.

Già nel 2018 l’attrice aveva confidato questa aspirazione alla TASS, per poi ribadirla all’ANSA nel 2022, spiegando di studiare la lingua russa e di voler trascorrere periodi più lunghi nel Paese.

La radice della decisione affonda nella storia familiare: i nonni materni erano originari di San Pietroburgo (allora Leningrado) e si trasferirono in Estonia, dove nacque la madre della Muti.

Non possiamo rinnegare le nostre origini”, ha sottolineato Naike Rivelli, facendosi portavoce della continuità genealogica.

Oltre al richiamo affettivo, la Russia rappresenta per Ornella Muti un luogo di riconoscimento artistico: la sua popolarità nell’area, decollata nel 1979 con il film italo-sovietico “La vita è bella” e consolidata dalle pellicole con Adriano Celentano, l’ha portata a frequentare assiduamente il Paese.

Un legame suggellato nel 2016 dall’acquisto di un appartamento nel prestigioso quartiere moscovita di Ostozhenka.

Secondo Rivelli, la comunità russa ha dimostrato grande vicinanza alla famiglia anche nei frangenti più difficili, come durante la pandemia. Sotto il profilo tecnico e giuridico, al momento si tratta dell’intenzione di avviare un iter amministrativo. La normativa russa in materia di cittadinanza prevede procedure rigorose e la semplice presentazione dell’istanza non comporta l’ottenimento automatico del passaporto: le domande possono essere respinte fin dalle prime fasi se incomplete o non conformi ai requisiti.