Il dibattito
Torna il confronto sull'insegnamento della religione cattolica
Anief difende l'Irc rinnovata come disciplina curricolare, non catechesi, chiede stabilizzazione e pari diritti per i docenti
Ritorna ciclicamente il confronto sull’insegnamento della Religione cattolica (IRC) nella scuola italiana e sull’eventualità di sostituirlo con altri percorsi, come l’Antropologia delle religioni e delle culture. Per ANIEF il dibattito è legittimo e utile alla riflessione sul sistema formativo, ma deve poggiare sulla realtà attuale dell’IRC, profondamente rinnovata rispetto al passato.
“L’IRC è oggi una disciplina curricolare con finalità culturali ed educative e non coincide con un’attività di catechesi”, afferma il prof. Carmelo Mirisola, responsabile nazionale IRC ANIEF. “I programmi affrontano il fenomeno religioso sotto il profilo storico, culturale e antropologico, favorendo la conoscenza del patrimonio culturale italiano ed europeo, il dialogo interculturale e la comprensione delle diverse tradizioni religiose. Molti dei contenuti che vengono oggi proposti come alternativi sono già presenti nella progettazione didattica dell’IRC.”
Secondo Mirisola, “in una società sempre più pluralista è fondamentale offrire agli studenti strumenti culturali per comprendere il ruolo che le religioni hanno avuto e continuano ad avere nella storia, nell’arte, nella letteratura, nel diritto e nell’evoluzione delle società contemporanee. La conoscenza rappresenta il primo antidoto ai pregiudizi e costituisce la base di un autentico dialogo tra persone con convinzioni e sensibilità diverse.”
ANIEF ricorda che l’insegnamento della Religione cattolica è previsto dall’ordinamento scolastico in attuazione dell’Accordo di revisione del Concordato del 1984, recepito con la legge n. 121 del 1985, nel pieno rispetto dei principi costituzionali di libertà religiosa e della libera scelta di avvalersi o non avvalersi dell’insegnamento.
“ANIEF ritiene che ogni discussione sull’insegnamento della Religione cattolica debba partire dall’attuale quadro normativo e dal rispetto dei principi costituzionali di pluralismo, libertà religiosa e libertà di scelta”, dichiara il presidente nazionale ANIEF, Marcello Pacifico. “Il tema non è contrapporre discipline diverse, ma garantire un’offerta formativa coerente con gli obiettivi educativi della scuola pubblica, valorizzando le competenze professionali dei docenti e assicurando agli studenti strumenti adeguati per comprendere la dimensione storica, culturale e sociale del fenomeno religioso.”
Sul piano del personale, interviene la prof.ssa Moira Pattuglia, coordinatrice nazionale IRC ANIEF per le politiche sindacali: “Permangono criticità che richiedono risposte strutturali. È necessario garantire ai docenti di Religione cattolica pari dignità professionale, valorizzando il servizio prestato e superando disparità che non trovano più giustificazione nell’attuale organizzazione del sistema scolastico. In particolare, abbiamo chiesto all’amministrazione procedure più snelle che assicurino un’immissione in ruolo rispettosa della legge in riferimento alla giusta quantificazione dell’assegno ad personam e alla regolarità della stipula dei contratti a tempo indeterminato.”
E aggiunge: “ANIEF sta lavorando per garantire, mediante le ricostruzioni di carriera, il giusto riconoscimento nella fascia stipendiale del lavoratore con una celere retribuzione dei crediti maturati negli anni.”
Le sentenze della Corte costituzionale n. 333 e n. 390 del 1999 hanno ribadito la specificità dell’insegnamento della Religione cattolica nell’ordinamento scolastico italiano. Restano tuttavia aperte questioni ordinamentali e contrattuali che incidono sul pieno riconoscimento della professionalità dei docenti IRC.
Sul fronte del reclutamento, ANIEF valuta positivamente l’autorizzazione di 2.628 assunzioni a tempo indeterminato a partire dal 1° settembre 2026, in attesa della pubblicazione del relativo decreto e dello scorrimento parallelo delle graduatorie del concorso ordinario e della procedura straordinaria. “Si tratta di un risultato importante”, osserva Pacifico, “ma ancora insufficiente per superare definitivamente il precariato storico. Il limite del 70% delle assunzioni previsto dall’articolo 2 della legge n. 186 del 2003 rispondeva a un contesto ormai superato e necessita di una revisione che consenta di stabilizzare migliaia di docenti che da anni garantiscono continuità didattica e qualità dell’offerta formativa.”
Tra le proposte avanzate da ANIEF:
- mantenimento dei docenti IRC nelle altre graduatorie di merito anche dopo l’immissione in ruolo;
- istituzione di una specifica classe di concorso, per rendere più moderno, coerente e trasparente il sistema di reclutamento;
- pieno riconoscimento del servizio prestato ai fini della carriera e della mobilità, eliminando ogni disparità di trattamento rispetto agli altri docenti.
“La stabilizzazione dei docenti IRC,” conclude Marcello Pacifico, “è una questione di equità e di buon funzionamento del sistema scolastico. Garantire percorsi professionali stabili significa valorizzare competenze maturate sul campo, assicurare continuità didattica agli studenti e rafforzare la qualità dell’offerta formativa. Per questo ANIEF continuerà a promuovere interventi normativi e contrattuali che superino il precariato storico, riconoscano pienamente la professionalità dei docenti IRC e assicurino pari diritti e pari opportunità rispetto a tutto il personale della scuola.”