l'allarme
Il centro di pronta accoglienza di Scicli conferma efficacia: interventi rapidi, occupazione all'88% e soddisfazione al 95%
I dati del servizio e gli effetti significativi sulla riduzione del craving
«I risultati dei primi mesi di attività confermano che il Centro di pronta accoglienza sta rispondendo in maniera efficace a un bisogno assistenziale concreto, garantendo interventi tempestivi alle persone con dipendenze patologiche e un sostegno importante alle loro famiglie». Lo dichiara il dottor Giuseppe Mustile, direttore dell’Unità operativa complessa Dipendenze patologiche dell’ASP di Ragusa e responsabile del CPA di Scicli.
La struttura, attivata nel padiglione F dell’ospedale “Busacca” in attuazione della legge regionale n. 26 del 2024, in pochi mesi ha assunto un ruolo di primo piano nell’offerta sanitaria provinciale dedicata ai disturbi da dipendenza.
Nel primo semestre del 2026 il CPA ha preso in carico 35 persone, per un totale di 54 accessi in regime di ricovero. Le giornate complessive di degenza sono state 1.083, con un’occupazione media dei posti letto pari all’88%.
La permanenza media è risultata di circa venti giorni; dall’avvio del contatto con il servizio all’ingresso in reparto sono trascorsi mediamente nove giorni, a conferma della capacità della struttura di fornire risposte celeri.
Quanto al profilo dell’utenza, nel periodo considerato sono stati accolti 30 uomini e 5 donne, con età media di 36 anni. La dipendenza da sostanze ha rappresentato il 80% dei casi.
«Accanto ai dati sull’attività – prosegue Mustile – emergono risultati molto incoraggianti anche sul piano clinico e sulla percezione del servizio. Il livello di soddisfazione espresso dagli utenti e dai familiari si attesta intorno al 95%. Dopo trenta giorni di trattamento è stata inoltre rilevata una significativa riduzione del craving, cioè del desiderio compulsivo legato alla dipendenza, accompagnata da un miglioramento della qualità della vita pari al 74%. Sono elementi che testimoniano la capacità del CPA non soltanto di assicurare una pronta stabilizzazione, ma anche di avviare un percorso di recupero e risocializzazione».
«Questi risultati – aggiunge il direttore generale dell’ASP, Giuseppe Drago – sono il frutto della straordinaria dedizione degli operatori, che hanno creduto nel progetto e lo hanno trasformato, in pochi mesi, in un punto di riferimento per il territorio provinciale».