la caccia
Faccia a faccia col lucertolone gigante: allarme nelle campagne lombarde per il rettile misterioso
Si accende il dibattito scientifico sull’identità dell’esemplare fotografato nel bresciano mentre intervengono i Carabinieri Forestali e il Nucleo CITES: varano o tegu argentino?
Le campagne tra Montichiari, Lonato e l’Alto Mantovano sono diventate il teatro di un episodio anomalo che tiene in apprensione residenti e amministratori. In appena due settimane, tre avvistamenti di un grande rettile hanno trasformato quella che poteva apparire come una leggenda estiva in una questione di interesse pubblico.
A confermare la presenza del sauro c’è una fotografia eloquente che ritrae un esemplare di notevoli dimensioni, dal corpo allungato, coda robusta e andatura caratteristica.
Di fronte a questi elementi, il sindaco di Montichiari, Marco Togni, ha emanato un’ordinanza contingibile che vieta il transito pedonale nell’area interessata. Il provvedimento, sostenuto dal parere di specialisti in erpetologia e dall’intervento dei Carabinieri Forestali, certifica che il Comune considera la situazione un rischio concreto da gestire con rapidità.
Resta cruciale il nodo dell’identificazione. Secondo il parere veterinario raccolto dal sindaco, si tratterebbe di un Varanus salvadorii (varano di Papua), specie originaria di Indonesia e Papua Nuova Guinea. Molti osservatori che hanno esaminato le immagini propendono però per un Salvator merianae, il tegu argentino bianco e nero.
I sostenitori di questa ipotesi richiamano alcuni tratti morfologici visibili nello scatto: muso più tozzo e coda più massiccia, a differenza del profilo più slanciato e arboricolo del varano. L’identificazione, comunque, potrà dirsi certa solo in caso di recupero dell’animale.
Le differenze di specie hanno ricadute legali non secondarie. In Italia la detenzione dei rettili appartenenti alla famiglia Varanidae è vietata, poiché inclusi tra le specie pericolose da un decreto ministeriale del 1996. Il tegu argentino, pur non soggetto a tale divieto generalizzato, richiede la dimostrazione della provenienza lecita e il rispetto delle normative CITES sul commercio internazionale.
Non a caso, la vicenda è seguita anche dal Nucleo CITES dei Carabinieri, circostanza che avvalora l’ipotesi di un esemplare detenuto illegalmente e fuggito al controllo o abbandonato.
Sul piano della sicurezza, le autorità invitano a evitare allarmismi ma a mantenere la massima prudenza. Che sia un varano o un tegu, un rettile di queste dimensioni, se impaurito o messo alle strette, può reagire con morsi, graffi o violenti colpi di coda.
L’episodio riaccende inoltre i riflettori sul crescente e irresponsabile commercio di animali esotici, spesso acquistati senza valutarne esigenze, costi e norme. A ciò si aggiunge un potenziale allarme ecologico: all’estero il tegu è noto per la sua capacità d’insediarsi come specie invasiva al di fuori dell’areale originario.
Il fattore tempo, però, è determinante. Trattandosi di un animale a sangue freddo di origine tropicale o subtropicale, la sua sopravvivenza è strettamente legata alle temperature estive. Con il calo autunnale sotto i 15 gradi, la vita del rettile sarebbe seriamente compromessa. Il recupero, dunque, è un urgenza che riguarda tanto la sicurezza pubblica quanto il benessere dell’animale.
Le indicazioni alla cittadinanza sono chiare: rispettare i divieti dell’ordinanza e, in caso di avvistamento, contattare immediatamente le autorità fornendo posizione precisa e orario. È severamente sconsigliato tentare catture “fai da te” o avvicinarsi per scattare foto da condividere sui social: l’esemplare, spaventato, potrebbe rifugiarsi in canali irrigui, scarpate o manufatti agricoli, complicando ulteriormente le operazioni di recupero.