Il dibattito
Padre James Martin: «Aprire ai sacerdoti gay, la Chiesa smetta di denigrarli»
In un articolo pubblicato sul portale Outreach, il gesuita americano padre James Martin torna a difendere l'ordinazione sacerdotale degli omosessuali
«Nei miei quasi 40 anni da gesuita, ho conosciuto decine di sacerdoti omosessuali celibi che hanno condotto quella che Papa Francesco ha definito una vita 'buona, santa e celibè, incarnando il messaggio di amore e misericordia di Gesù».
Lo sottolinea padre James Martin, il gesuita americano paladino della pastorale Lgbt, in un intervento a favore dell’ordinazione sacerdotale degli omosessuali, sottolineando che la Chiesa «a volte li ignora, li denigra o addirittura li insulta. L’argomento più convincente a favore dell’apertura all’ordinazione sacerdotale di uomini omosessuali è la presenza di molti sacerdoti omosessuali e celibi, santi e sani».
Padre Martin afferma, nell’articolo pubblicato sul portale Outreach, che, per quanto riguarda la presenza di gay tra i sacerdoti, «nella Chiesa c'è una certa incapacità di ammetterlo, per diverse ragioni: in primo luogo, la mancanza di dati affidabili (il che rende difficile ottenere stime precise sulla percentuale di sacerdoti omosessuali); in secondo luogo, l'imbarazzo di alcuni leader ecclesiastici all’idea che il sacerdozio possa essere considerato una 'professione da omosessualì se si conoscesse la vera percentuale; in terzo luogo, l'imbarazzo di alcuni sacerdoti omosessuali riguardo alla propria sessualità; in quarto luogo, una falsa equiparazione tra omosessualità e pedofilia».
Per tutte queste ragioni dunque resta «un argomento nascosto».
«Qualche anno fa, chiesi a un seminarista americano che studiava a Roma quanti dei suoi compagni fossero gay. 'La metà,' rispose senza esitazione. Quanti invece parlavano apertamente della propria sessualità con i loro direttori spirituali o con i rettori del seminario? 'Stai scherzando?,' disse. 'Nessunò.' Spiegò che ciò avrebbe comportato l’espulsione.»
«In generale, affermare che gli uomini gay non possono essere ordinati sacerdoti significa che gli uomini gay interessati al sacerdozio saranno o allontanati dalla loro vocazione, o costretti a vivere clandestinamente in seminario: la prima opzione una perdita per la Chiesa, la seconda una ricetta per il disastro», conclude il gesuita.