Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
25 luglio 2026 - Aggiornato alle 17:29
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

la storia

Dall'Hospice alla pista sfidando la Sla: la medaglia di un atleta diventa simbolo di gratitudine

Dalla vittoria a Grosseto e il ringraziamento a medici e operatori sanitari

25 Luglio 2026, 16:49

16:50

Dall'Hospice alla pista sfidando la Sla: la medaglia di un atleta diventa simbolo di gratitudine

Una medaglia conquistata con sacrificio, determinazione e una forza d'animo fuori dal comune, ma che Giuseppe Averna ha voluto subito condividere con chi, ogni giorno, lo accompagna nella sua battaglia più importante. Il sessantaseienne sancataldese, affetto da Sclerosi Laterale Amiotrofica (Sla), ha donato all'Hospice di San Cataldo la medaglia conquistata ai Campionati italiani paralimpici di Grosseto, riconoscendo al personale sanitario un ruolo fondamentale nel traguardo raggiunto.

A Grosseto, Averna è stato protagonista nella specialità del frame running, disciplina dell'atletica paralimpica, stabilendo la migliore prestazione italiana di sempre nei 1.500 metri della categoria T72 con il tempo di 6'10"10. Un risultato di assoluto prestigio che premia anni di allenamenti, sacrifici e la volontà di non arrendersi davanti alla malattia.

Quella medaglia, però, Giuseppe Averna ha scelto di non conservarla soltanto come un successo personale. Ha voluto consegnarla simbolicamente al dottore Giuseppe Mulè, responsabile dell'Unità operativa semplice dipartimentale Hospice di San Cataldo e dell'Ambulatorio di Nutrizione clinica, quale gesto di riconoscenza verso tutti i professionisti che lo seguono nel suo percorso di cura. «È anche vostra», ha detto Averna nel momento della consegna, riconoscendo come il lavoro svolto dall'équipe sanitaria abbia contribuito in maniera determinante al raggiungimento di questo importante traguardo sportivo.

Il campione sancataldese ha evidenziato il ruolo svolto dal percorso di nutrizione clinica seguito con il dottor Mulè, che gli ha consentito di migliorare le proprie condizioni psicofisiche, insieme all'assistenza domiciliare garantita dagli operatori delle Cure palliative. Un sostegno costante, fatto di competenza professionale ma anche di vicinanza umana, che gli ha permesso di continuare a praticare l'attività agonistica nonostante la progressione della malattia.

La storia di Giuseppe Averna va oltre il valore di una vittoria sportiva. È il racconto di una persona che ha scelto di affrontare la Sla senza rinunciare ai propri obiettivi, trasformando lo sport in uno strumento di riscatto, dignità e speranza. E la decisione di donare la medaglia a chi lo assiste ogni giorno aggiunge un ulteriore significato a un'impresa già straordinaria: quello della gratitudine verso una sanità che, attraverso professionalità e umanità, diventa parte integrante di ogni traguardo raggiunto.