Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
28 luglio 2026 - Aggiornato alle 19:00
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

Attualità

Ragusa e le strade della vergogna

Rifiuti abbandonati per strada in una ordinaria giornata di fine luglio: ma si può continuare così?

28 Luglio 2026, 16:03

16:10

Ragusa e le strade della vergogna

La strada interessata dalla presenza dei rifiuti

Ragusa, centro storico, ore 14.17 del 28 luglio. Una strada che dovrebbe raccontare la quotidianità di una città viva e curata si ritrova invece segnata dall’ennesima scena già vista troppe volte: sacchi di immondizia abbandonati, conferimenti fuori orario, materiali lasciati a terra come se lo spazio pubblico fosse un luogo senza regole né rispetto.

Le foto circolate sui social mostrano chiaramente il problema. Ancora una volta alcuni residenti scelgono di non conferire correttamente i rifiuti, ignorando le modalità previste dal servizio di raccolta differenziata. Le ragioni non sono del tutto chiare: disattenzione, comodità, scarso senso civico. Oppure — come suggeriscono alcuni cittadini — la volontà di evitare la registrazione delle anagrafiche Tari, un passaggio che permette al Comune di monitorare i conferimenti e contrastare l’evasione.

Qualunque sia la motivazione, il risultato è sempre lo stesso: una strada trasformata in discarica improvvisata, un danno all’immagine della città, un disagio per chi rispetta le regole e un ulteriore carico di lavoro per gli operatori ecologici. Ragusa, che negli ultimi anni ha investito molto sulla raccolta differenziata e sul decoro urbano, continua a scontrarsi con comportamenti che vanificano gli sforzi dell’amministrazione e della comunità.

Il tema non riguarda solo la pulizia: è una questione culturale. La gestione dei rifiuti è uno dei principali indicatori del rapporto tra cittadini e bene comune. Quando si abbandona un sacco per strada, non si compie solo un gesto incivile: si scarica sulla collettività un problema che dovrebbe essere affrontato con responsabilità individuale.

Serve più controllo, certo, ma serve soprattutto più consapevolezza. Perché nessuna città può essere pulita se chi la abita non la considera casa propria.