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Attualità

A Ragusa l'accesa polemica della settima arte

Madison Cinemas accusa il Comune, il sindaco replica per le rime: chi ha ragione?

28 Luglio 2026, 18:07

18:10

A Ragusa l'accesa polemica della settima arte

L'interno del cinema a Ragusa

La polemica tra il Madison Cinemas e il Comune di Ragusa si è riaccesa nelle ultime ore, dopo la pubblicazione di un comunicato dai toni durissimi con cui la società denuncia ritardi, mancate risposte e un presunto atteggiamento ostruzionistico da parte dell’Amministrazione. Secondo quanto riportato, da dieci giorni il cinema tenterebbe di mettersi in contatto con un funzionario comunale senza ricevere alcun riscontro, nonostante rassicurazioni precedenti sulla rapida conclusione dell’iter necessario alla riapertura.

La direzione del Madison sostiene che il Comune non consentirà la riapertura prima di altri dieci giorni, una notizia che — spiegano — vanifica gli sforzi compiuti per restituire la struttura alla cittadinanza nel più breve tempo possibile. Il cinema afferma di essere pronto a riaprire e di aver dato piena disponibilità affinchè la Commissione comunale di vigilanza potesse esaminare la struttura già questo giovedì. «Eppure, ancora una volta, siamo stati presi in giro», si legge nel comunicato.

La situazione viene definita “critica”: tredici lavoratori sarebbero senza stipendio da mesi e la settimana dell’uscita del nuovo Spider‑Man avrebbe rappresentato un’occasione importante per rilanciare l’attività e riaprire uno dei principali luoghi di aggregazione culturale della città. Secondo il Madison, neppure la difficoltà vissuta dai dipendenti e dalle loro famiglie sarebbe riuscita a sensibilizzare il Sindaco e l’Amministrazione sulla necessità di intervenire con urgenza. La società punta il dito contro i tempi della Commissione di vigilanza, sostenendo che «in tutta Italia si esprime in due giorni, mentre a Ragusa ne occorrono dieci», nonostante la struttura sia pronta e la disponibilità immediata sia stata manifestata.

Il comunicato si chiude con un avvertimento rivolto ai cittadini: il protrarsi della chiusura non dipenderebbe dalla volontà del cinema, che si dice pronto a riaprire, ma dal Comune che «non mette nelle condizioni di farlo». Se entro la fine del mese non arriverà il nulla osta, la società annuncia decisioni drastiche: licenziare tutti i dipendenti e mettere in vendita la struttura.

La replica del sindaco Peppe Cassì è arrivata nel pomeriggio, con una precisazione che ribalta la ricostruzione del Madison. Il primo cittadino afferma che la richiesta di convocazione della Commissione sarebbe arrivata «solo ieri pomeriggio al protocollo del Comune e questa mattina agli uffici competenti». La Commissione, assicura Cassì, sarà convocata a stretto giro, compatibilmente con la disponibilità dei suoi componenti. Il sindaco respinge inoltre l’accusa di ostruzionismo, sostenendo che «la collaborazione dell’Amministrazione non è mai mancata, così come la volontà di risolvere prima possibile la situazione, nel rispetto delle norme».

La vicenda, che coinvolge lavoratori, investitori e uno dei principali presidi culturali della città, ha immediatamente acceso il dibattito pubblico. Da un lato c’è chi sostiene la posizione del Madison, denunciando lentezze burocratiche; dall’altro chi richiama alla necessità di rispettare procedure e verifiche di sicurezza. In mezzo, tredici famiglie che attendono una soluzione e una città che rischia di perdere, almeno temporaneamente, uno dei suoi luoghi simbolo.