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Lo strappo

All'ombra del gazebo contro la Regione matrigna il campo largo siciliano si sfarina prima di nascere

Progressisti tutti davanti all'ospedale , Controcorrente va dall'assessore forzista Caruso

29 Luglio 2026, 16:12

16:22

All'ombra del gazebo contro la Regione matrigna  il campo largo siciliano si sfarina prima di nascere

All’ombra del gazebo contro la "Regione matrigna" posizionato davanti all’ospedale Vittorio Emanuele che è da stamattina l’ufficio del sindaco e della sua Giunta si consuma non solo lo scontro tra avversari politici sulla sanità gelese ma anche lo strappo in quel campo largo siciliano che proprio da Gela due settimane è partito nel tour di costruzione del programma alternativo al centrodestra di Schifani.

La battaglia in difesa dei fondi per costruire il nuovo ospedale diventa la cartina al tornasole degli strappi interni alle varie anime del campo largo. Da una parte il blocco Pd- M5s e civici dall’altra Controcorrente di La Vardera che agiscono come due rette parallele con il dialogo che si allontana fino a diventare scontro come sta succedendo a Gela. Nelle stesse ore in cui il sindaco civico con i suoi alleati - in gran parte progressisti - protestava davanti al gazebo contro la Regione e litigava a distanza con il manager dell’Asp, il braccio destro di Ismaele La Vardera, Miguel Donegani responsabile organizzativo regionale di Controcorrente, è andato a Palermo ad incontrare l’assessore regionale alla sanità Marcello Caruso perché “la salute dei cittadini non ha colori politici”.

Un incontro attestato da un video in cui Caruso, intervistato da Donegani, ribadisce che non c’è stato nessun definanziamento del nuovo ospedale, che l’opera si farà. E Donegani ne approfitta per sottolineare che il vero problema non è il nuovo ospedale tra 20 anni ma quello attuale. Insomma l'esponente di Controcorrente ha definito una protesta inutile e strumentale quella del sindaco che ha dalla sua parte il coordinatore regionale del M5S Nuccio Di Paola. Gli ingredienti per esportare la lite da Gela a Palermo ci sono tutti. L’immagine del progressista Donegani a fianco del forzista Caruso arriva subito al gazebo della protesta e fa storcere le budella a quelli che dovrebbero essere alleati politici nel campo largo. Di Stefano ci ride sopra ma poi si lascia scappare: ”La Vardera e Donegani non stanno con noi, stanno con il centrodestra”. Una prefigurazione di uno scenario con un campo largo che si restringe e si presenta alle Regionali con un suo candidato e La Vardera che corre da solo. Uno scenario già visto alle Amministrative di Gela nel 2024.