Politica
Pozzallo, bocciata la delibera Tari 2026: terremoto in consiglio comunale
L'opposizione non fa sconti: "Il sindaco non ha più la maggioranza"
Il Consiglio comunale di mercoledì scorso si è concluso con un autentico scossone politico: la delibera sulle tariffe TARI 2026 è stata respinta, ottenendo soltanto quattro voti favorevoli.
Un verdetto che, secondo i consiglieri di opposizione Celestri, Giampietro, Iozzia, Pisana e Sulsenti, sancisce la fine della maggioranza a sostegno del sindaco Roberto Ammatuna.
La replica della minoranza è arrivata con una nota ufficiale che respinge al mittente le accuse dell’amministrazione. Il tentativo del primo cittadino di attribuire le responsabilità alla minoranza viene definito un “disperato tentativo propagandistico”.
Al centro della contestazione, la gestione dell’iter contabile, bollata come caotica e tardiva: il provvedimento è approdato in aula in regime d’urgenza a 48 ore dalla scadenza perentoria del 31 luglio, privo degli atti indispensabili per una valutazione puntuale, costringendo i consiglieri a votare “al buio”.
Tra i rilievi più pesanti figura anche la pianificazione dei pagamenti per l’anno in corso: l’assenza di un’adeguata programmazione avrebbe imposto a famiglie e attività commerciali di concentrare il versamento della TARI in quattro rate negli ultimi quattro mesi dell’anno, periodo già appesantito da altre scadenze fiscali e dalle bollette invernali.
La disputa politica si allarga poi al capitolo servizi e personale. La minoranza segnala una discrepanza tra le dichiarazioni del sindaco, che parla di trentacinque operatori ecologici, e quanto riportato nel capitolato, che prevederebbe invece ventinove unità più tre capisquadra. Una scelta giudicata miope e dettata da logiche elettorali, con il rischio di compromettere il decoro urbano, gravare eccessivamente sugli addetti e lasciare periferie e contrade in condizioni di incuria.
I consiglieri precisano inoltre che le tariffe più leggere applicate lo scorso anno erano dovute esclusivamente a un contributo regionale straordinario di 210 mila euro, misura una tantum non replicabile.
Il nodo più spinoso riguarda infine il progetto di esternalizzazione della gestione dei tributi. La minoranza rivendica di averne impedito l’attuazione, ritenendolo penalizzante per le casse comunali e per i contribuenti, a causa di aggio e provvigioni a favore dei privati. Il voto contrario e le astensioni in aula – condivise anche da esponenti dell’area di maggioranza – vengono descritti come un atto di profonda responsabilità civica.
Alla luce della spaccatura evidenziata in Consiglio e dei numeri registrati, i consiglieri di opposizione sollecitano il sindaco a prendere atto dell’assenza di una maggioranza consiliare, a mettere da parte lo scaricabarile e a concentrarsi sulla tutela dell’interesse della città.