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Sicilia in rosa

La stilista Chiara Boni: «La vera bellezza è libertà, oggi c'è tanta omologazione»

L'imprenditrice premiata al teatro di Taormina: «L’eleganza è essere se stesse, ma la moda riflette la società»

31 Luglio 2026, 07:00

La stilista Chiara Boni: «La vera bellezza è libertà, oggi c'è tanta omologazione»

C’è stato un tempo in cui la moda pretendeva di imbrigliare le donne in canoni rigidi e perimetri d’età. Poi è arrivata la rivoluzione della consapevolezza: la scoperta che la bellezza non è un punto d’arrivo o una giovinezza da congelare, ma un’attitudine liquida che si rinnova e si rafforza con il passare degli anni. In questo percorso di emancipazione estetica e funzionale, Chiara Boni è stata un’apripista. Con le sue creazioni capaci di vestire la vita reale senza sacrificare l’eleganza, la stilista fiorentina ha ridefinito il rapporto tra la donna e il proprio specchio, dimostrando che lo stile migliore è quello che celebra la libertà di essere se stesse in ogni fase della vita.

Al teatro antico la stilista ha ricevuto il premio “Taormina Gold” curato dall’associazione culturale Mint Communication e ideato da Gianna Azzaro con il patrocinio di Taormina Arte, del Comune, dell’Ars, dell’assessorato regionale al Turismo e del Parco Archeologico Naxos-Taormina.

Com’è cambiato il mondo delle donne rispetto alla bellezza?
«Molto. Nel senso che oggi c’è tanta omologazione, nelle ragazze giovani c’è molta voglia, non so perché, di essere uguali. Forse perché vanno di moda gli avatar, non so se questo è il senso delle cose, ma noi consideravamo la bellezza quando era diversa, non quando era uguale. E infatti, sia nella moda sia nel cinema alla fine vanno di moda le vecchie star, le nuove non riescono a imprimere così tanto la loro impronta: è difficile ricordarle, distinguerle. Per questo credo vadano rivisti i canoni come quelli della moda».

Pensa che le ragazze, le giovani donne di oggi si vogliano uniformare?
«Non so se si vogliono uniformare o se comunque il loro modello è quello perché sono nate con il telefono cellulare in mano, che in qualche modo ha fatto visualizzare loro un tipo di cose e le altre non le hanno viste. Può essere che sia una specie di mancanza di memoria che in qualche modo non hanno perché non l’hanno avuta».

Ma è possibile ancora distinguere l’alta moda dalla tendenza?
«No. Direi che non vedo neanche questo “tutte allo stesso modo”. Anche la moda ormai è molto omologata, ma la moda è specchio dei tempi in genere. Se si riguardano gli anni Settanta quando è nata la mini gonna, capisci che è nato il femminismo, se si pensa a quando Coco Chanel ha tolto le stecche alle donne, è stato il primo momento in cui entravano vagamente nel campo del lavoro, nel campo anche dell’essere intellettuali. Quindi la moda oggi rispetta un po’ la confusione di quello che stiamo vivendo, che è un mondo abbastanza confuso direi».

Un mondo in cui ha preso piede L’Intelligenza Artificiale. Anche la moda fa i conti con l’IA?
«Continuo a essere impegnata in un mondo molto complicato, difficile, di cui sto cercando di trovare il bandolo della matassa litigando tutti i giorni con l’Intelligenza Artificiale, questo è il mio sistema di oggi». Purtroppo i ragazzi si affidano molto all’Intelligenza Artificiale per fare la moda. Ricevere risposte intelligenti è una cosa molto interessante, però dipende da come poni le domande, se tu fai una domanda banale l’IA ti risponde in maniera banale. Quindi per trovare una connessione sull’Intelligenza Artificiale bisogna che tu sappia qual è la connessione possibile, se non lo sai non la trovi. Ma secondo me forse le nuovissime generazioni che già sono nate con questo impareranno anche in qualche modo a connettersi, chi lo sa, c’è una generazione di mezzo che è più complicata».

Alle donne di oggi, anche a quelle di domani, che consiglio darebbe?
«Di essere libere...».

Dressy, easy, comfortable. Tre parole che per Chiara Boni non sono mai state un semplice slogan, ma un manifesto di libertà per le donne. In un’epoca che sta finalmente superando la dittatura della perfezione a tutti i costi, la stilista continua a guardare all’universo femminile con un occhio complice e mai giudicante. La sua è una moda che non stravolge, ma accoglie e valorizza la metamorfosi naturale del tempo, trasformando la maturità in un punto di forza unico.