il dibattito
Blocco delle autobotti paralizza Agrigento: emergenza idrica e minaccia di azioni legali
Aica e protezione civile in campo, proteste per le nuove regole e allarme per famiglie, imprese e turismo
Sono da questa mattina in azione nella città capoluogo le autobotti di Aica, dei Comuni e delle associazioni di Protezione civile. È questo il primo immediato intervento che l’Azienda Idrica Comuni Agrigentini ha attivato per fronteggiare l’improvvisa sospensione del servizio di fornitura idrica tramite autobotti private. Al momento, stando alle verifiche, i problemi riguardano soprattutto la città di Agrigento, dove aziende e strutture alberghiere hanno ampiamente manifestato le loro difficoltà per l'impossibilità di richiedere l'intervento degli autotrasportatori convenzionati per le forniture di emergenza, sostitutive di un approvvigionamento ordinario che continua a non essere regolare. L'amministrazione comunale guidata da Michele Sodano si è attivata per richiedere agli operatori privati il ripristino delle attività di approvvigionamento. Il Comune, convinto che quanto accade è una nuova e grave emergenza che potrebbe avere effetti devastanti per le famiglie e per l'economia cittadina, riferisce che convocherà urgentemente le parti, attivando con immediatezza un tavolo tecnico chiarificatore, alla presenza di Aica, Ati e di ogni altro responsabile. Come già affermato precedentemente in una nota di diffida verso il gestore idrico, il Comune di Agrigento si è riservato di intraprendere ogni azione legale necessaria a tutela della salute pubblica e della dignità della cittadinanza.
La situazione attuale è naturalmente all'attenzione delle istituzioni, con la prefettura in prima linea. Dopo il caso Maddalusa, questa serrata di una parte degli autotrasportatori rende ancora più grave il tema del servizio idrico, un'emergenza che arriva dopo una stagione invernale di piogge intense e con gli invasi pieni. Da una verifica, risulta che lo stop degli autobottisti al momento riguarda soltanto il Comune capoluogo, ed in minima parte Porto Empedocle e Favara. Non risultano adesioni alla protesta di altri Comuni. Almeno per il momento. Ma se la protesta dovesse allargarsi, il servizio idrico in provincia rischia di avere effetti devastanti per la stagione estiva, com'è accaduto soprattutto nel corso dell'estate 2024.
Gli autotrasportatori hanno alzato le barricate denunciando un sistema di gestione del servizio sostitutivo da parte del gestore «inefficiente, ingestibile e insostenibile». Il nodo economico è centrale. Le imprese spiegano che, con le nuove regole imposte da Aica, il loro giro d’affari si è ridotto notevolmente. Una barricata l'avevano già fatta mesi scorsi, quando il fabbisogno idrico era inferiore a quello attuale. La protesta aveva coinvolto tutto il territorio provinciale, poi era rientrata. Ma ora siamo in piena estate e le conseguenze, in caso di adesione di altri autotrasportatori, potrebbero avere conseguenze gravissime, settore turistico compreso. Ma c'è anche un tema “interno” da non sottovalutare: i Comuni soci della società consortile riferiscono di non avere avuto nessuna notizia sullo stato di emergenza emerso con lo stop dei privati. «Attendiamo ancora di conoscere le relative comunicazioni ufficiali e motivazioni da Aica» – ci dice l'assessore ai servizi idrici del Comune di Agrigento Giuseppe Riccobene – riteniamo che questo aspetto costituisca una grave violazione dei diritti dell'utenza. In sostanza, l’interruzione, avvenuta in assenza di una nota informativa formale al Comune e ai cittadini, secondo l'amministratore aggrava pesantemente la crisi idrica già in atto, e il quadro dei disservizi a cui è sottoposta gran parte dell’utenza cittadina. «Stigmatizziamo con fermezza tale condotta unilaterale» – aggiunge Riccobene – che priva la comunità di un servizio essenziale, al quale in tutta evidenza il gestore Aica non è in condizione di far fronte.