La protesta
Sanità, la Regione dà segnali di apertura ma il sindaco di Gela resta accampato
La parola d'ordine: tutti al gazebo finchè le parole non produrranno fatti
La convocazione dei vertici dell’Asp di Caltanissetta da parte dell’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, apre una nuova fase nella vicenda dell’ospedale Vittorio Emanuele di Gela. L’incontro, fissato per lunedì mattina nella sede dell’assessorato, servirà a fare il punto sulle criticità del presidio e a definire un percorso di interventi che possa tradursi in un reale potenziamento dei servizi sanitari. La decisione arriva in un momento di forte pressione istituzionale e sociale, con la comunità gelese che chiede risposte concrete e non più soltanto annunci e il sindaco Terenziano Di Stefano che per provocazione ha spostato il suo
Dal Comune è arrivata una prima reazione improntata alla soddisfazione, interpretando la convocazione come un segnale di attenzione verso un territorio che da tempo denuncia carenze strutturali, disagi organizzativi e un progressivo indebolimento dell’offerta sanitaria. "Ma il confronto di lunedì - dice il sindaco - deve produrre impegni chiari, tempi definiti e un cronoprogramma degli interventi, perché la città non è più disposta ad accettare rinvii o soluzioni parziali. Il diritto alla salute non può essere oggetto di trattative indefinite né di promesse che restano sulla carta".
Nonostante l’apertura istituzionale, il sindaco conferma la prosecuzione del sit-in, mantenendo alta l’attenzione fino a quando non arriveranno garanzie tangibili sul futuro dell’ospedale. "La mobilitazione - spiega - non è un atto di protesta fine a sé stesso ma uno strumento di pressione civile per ottenere servizi adeguati, efficienti e all’altezza delle esigenze dei cittadini" La vicenda resta dunque in una fase delicata, con l’attesa concentrata sull’esito dell’incontro di lunedì e sulla capacità delle istituzioni regionali di trasformare la convocazione in un passaggio operativo.
La comunità gelese guarda a Palermo con la richiesta di un cambio di passo, consapevole che il rafforzamento del Vittorio Emanuele non è solo una questione sanitaria ma un tema di dignità territoriale. Le prossime ore diranno se la convocazione rappresenta l’inizio di una svolta o l’ennesimo passaggio interlocutorio. Nel frattempo, l’amministrazione comunale assicura che continuerà a seguire ogni sviluppo, sostenendo tutte le iniziative utili a garantire un presidio ospedaliero finalmente all’altezza di una città che da troppo tempo attende risposte. Sono tantissimi i cittadini che si recano al gazebo per firmare l'adesione alla lotta per una sanità giusta. Solidarietà anche da cittadini delle città limitrofe, dal sindaco di Niscemi Massimiliano Conti che è di centrodestra, da tutte le forze politiche di Mazzarino, dai cittadini di Butera ma non ancora dal sindaco.