Ambiente
Niente più reflui a mare, a Gela un depuratore per uscire dall'infrazione europea e sognare la bandiera blu
Conclusi in tre anni i lavori di un nuovo impianto per trattare i reflui di 25 mila abitanti
Conclusi in tre anni i lavori di costruzione di un depuratore bis che affianca quello già esistente a Macchitella gestito da Caltaqua e consentirà alla città di uscire dall’infrazione europea. Finanziato per circa 8 milioni di euro, l’impianto bis consentirà di trattare i reflui di 25 mila abitanti, dalla zona balneare di Manfria (dove è in corso la costruzione della rete fognaria) fino all’abitato. Stamattina il sub commissario per la depurazione Toto Cordaro, i tecnici di Caltaqua, società che gestisce il ciclo delle acque nel territorio, i rappresentanti del consorzio "Agorà" che ha realizzato le opere e le istituzioni (c'erano il sindaco Terenziano Di Stefano, l'assessore Filippo Franzone e il presidente della commissione ambiente Floriana Cascio, l’on Scuvera con Vincenzo Casciana) si sono incontrati nel sito del depuratore per fare il punto della situazione in un impianto che ora entra nella fase del collaudo.
"Prevediamo che il depuratore possa entrare a pieno regime prima dei sei mesi previsti dalla legge e quindi a fine anno" - ha detto Cordaro. "In questo modo - ha detto il sindaco Di Stefano - si uscirà dalla fase di infrazione. Vogliamo candidare Gela a bandiera blu e questo impianto favorisce l’ambiente ma anche questo nostro obiettivo". Per anni, il depuratore già esistente a Macchitella, sottodimensionato, ha portato a sversamenti in mare di liquami non trattati. "Una risposta della Regione ai bisogni concreti del territorio" – ha definito il nuovo impianto l’on. Scuvera. "Con questo depuratore diamo qualcosa di concreto alle nuove generazioni" – ha detto la presidente Cascio.