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il racconto

Prima decementificazione pubblica in Sicilia, piantumazioni autoctone e azioni partecipate per restituire il lago alla comunità

A Gibellina la residenza artistica di Stalker trasforma il bacino urbano

04 Agosto 2026, 09:42

09:50

Prima decementificazione pubblica in Sicilia, piantumazioni autoctone e azioni partecipate per restituire il lago alla comunità

A Gibellina, la residenza artistica del collettivo Stalker - formato dai romani Lorenzo Romito e Giulia Fiocca - ha centrato i due obiettivi fissati alla partenza: decementificare l’area attorno al lago urbano e restituire questo spazio, finora percepito come “estraneo” dalla cittadinanza, alla fruizione pubblica attraverso pratiche partecipative.

L’iniziativa rientra nel dossier “Portami il futuro”, con cui la città ha ottenuto il titolo di Capitale italiana dell’arte contemporanea, e punta su interventi strutturali diffusi nel tessuto cittadino e sul potenziamento delle installazioni esistenti.

Concepito dall’architetto Oswald Mathias Ungers, all’interno del piano urbanistico, come bacino di raccolta delle acque piovane, lo specchio d’acqua non è mai stato completato secondo il progetto originario, rimanendo a lungo ai margini della vita quotidiana dei gibellinesi. La natura, nel tempo, se ne è riappropriata. Oggi Stalker - che dal 1995 indaga le aree di margine in Italia - lo ha riconfigurato come ecosistema naturale al centro di un percorso di rigenerazione civica.

Il primo passo è stato la rimozione di porzioni della pavimentazione in calcestruzzo sulla sponda del bacino, per far posto a nuove piantumazioni e a fasce verdi: si tratta del primo intervento di decementificazione in un sito pubblico in Sicilia. «Di comune accordo con l’ufficio tecnico del Comune abbiamo fatto realizzare ulteriori 10 spazi togliendo cemento per oltre 50 metri quadri - racconta Lorenzo Romito - lì pianteremo altri alberi autoctoni».

In parallelo, «abbiamo risarcito con terra parte della sponda in cemento - spiega Giulia Fiocca - dove piantumeremo piante di macchia mediterranea». Lungo via Empedocle sono state posizionate dieci panchine, recuperate dai magazzini del cimitero e orientate verso il bacino, mentre due scivoli garantiranno un accesso inclusivo al percorso perimetrale.

La residenza è stata impostata con un metodo partecipativo, coinvolgendo adulti e bambini. «Dar spazio alla natura significa restituire ossigeno e rinfrescare la città - ha detto Lorenzo Romito - farà sempre più caldo ed è una condizione alla quale dobbiamo abituarci. Le città europee stanno tutte depavimentando, piantando alberi e trattenendo acqua. Questo nostro intervento minimo a Gibellina può essere un inizio».

Durante le assemblee serali svolte direttamente presso il lago, Stalker ha raccolto idee e osservazioni della comunità; contestualmente si è proceduto alla pulizia dell’area, con la rimozione di oltre venti sacchi di rifiuti tra plastica e vetro. I più piccoli hanno interpretato il progetto con disegni dal forte valore simbolico. È stata inoltre immaginata un’ulteriore azione di rinaturalizzazione per la collina che domina il bacino, oggi incolta.

Il lago urbano, già censito da specialisti dell’Università di Palermo, è riconosciuto come habitat per avifauna migratoria e stanziale, confermando la vocazione ecologica del sito.

Per Stalker si tratta di un ritorno a Gibellina: nel 2000, insieme a esuli curdi, il collettivo realizzò il “Tappeto volante”, opera commissionata dal Ministero degli Affari Esteri e dalla Fondazione Orestiadi, che riproduce una porzione del soffitto della Cappella Palatina di Palermo come simbolo di unione tra i popoli del Mediterraneo. Il lavoro, in corda di canapa e fili di rame intrecciati, è stato esposto durante le Olimpiadi di Parigi 2024 a Casa Italia, al Pré Catelan, e oggi è rientrato alla Fondazione Orestiadi.