l'ordinanza
Agrigento, stop alla musica all'una. Il Mia Garden: "Così si uccidono il turismo e i giovani"
I titolari annunciano ricorso: a rischio 100 posti di lavoro e l'indotto dell'intrattenimento estivo
A quale modello di sviluppo turistico ed economico intende davvero aspirare Agrigento? È attorno a questo nodo essenziale che si consuma il duro scontro sul Mia Garden. L'ordinanza del Tribunale di Agrigento, imponendo lo spegnimento degli impianti musicali entro l'una di notte a seguito del ricorso presentato da un gruppo di residenti, ha di fatto assestato un colpo durissimo a uno dei poli d'intrattenimento più rilevanti dell'intera Sicilia. Una decisione che ridimensiona drasticamente l'operatività del locale, abituato a far ballare migliaia di giovani fino alle tre del mattino, e che riapre l'annoso dibattito sulla convivenza tra riposo residenziale e intrattenimento serale.
Nel corso di un'affollata conferenza stampa, i titolari del locale, Salvo La Porta e Salvatore Falzone, hanno manifestato una profonda amarezza, ribadendo con fermezza la piena regolarità del proprio operato e preannunciando una battaglia legale per tutelare l'ingente investimento privato profuso.
«La nostra discoteca – ha evidenziato con forza Salvo La Porta – non è nata abusivamente né dall'oggi al domani. Abbiamo presentato un progetto dettagliato, ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie e la licenza di pubblico spettacolo dopo il via libera di Comune, Questura, Vigili del Fuoco, Asp, Arpa e di tutti gli altri enti competenti. Abbiamo rispettato scrupolosamente ogni regola e oggi ci ritroviamo nell'impossibilità di proseguire il nostro lavoro come programmato».
I numeri e la storia del Mia Garden raccontano infatti una scommessa imprenditoriale di proporzioni non trascurabili. Nato quattro anni fa attraverso la bonifica e riqualificazione di un'area degradata di circa 15 mila metri quadrati — di cui oltre 11 mila adibiti a parcheggi —, il complesso è diventato una tappa di riferimento per il panorama musicale nazionale e internazionale. Sul suo palco si sono esibiti artisti del calibro di Gigi D'Agostino, Bob Sinclar, Gabry Ponte, Irama, Rocco Hunt e Ghali, richiamando migliaia di visitatori ad Agrigento senza beneficiare di alcun contributo pubblico.
Oltre al profilo economico diretto — che conta oltre cento lavoratori stagionali tra tecnici, addetti alla sicurezza, barman, steward e operatori —, gli imprenditori pongono l'accento sul tema cruciale della sicurezza urbana e sul controllo sociale dei flussi giovanili.
«I locali autorizzati e strutturati – ha rimarcato La Porta – costituiscono un presidio di legalità. Al nostro interno operano steward, personale qualificato e sono presenti le forze dell'ordine. Costringere i giovani ad uscire prima dal locale rischia di disperderli sul territorio, esponendoli a pericoli decisamente maggiori rispetto a un ambiente organizzato e protetto». Il riferimento implicito va anche ai recenti fatti di cronaca e agli episodi di violenza registrati nella zona di San Leone, che secondo la proprietà impongono una riflessione profonda sul ruolo sociale delle strutture di intrattenimento autorizzate.
La riflessione valica dunque i confini della singola vicenda giudiziaria per toccare la visione strategica della città, specialmente in un'ottica di rilancio d'immagine e attrattività turistica. Salvatore Falzone ha espresso senza mezze misure il dilemma che attanaglia chi sceglie di fare impresa al Sud.
«Agrigento vuole davvero essere una città turistica? – si domandano i gestori – Il turismo non può vivere di sole rovine storiche o dei meravigliosi Templi. Servono servizi moderni, grandi eventi, intrattenimento e la garanzia che chi investe capitali propri possa lavorare in un quadro di certezze. Se la risposta alle iniziative private è questa, sarà sempre più difficile convincere altri imprenditori a scommettere su questo territorio».
Nonostante la stangata giudiziaria, la proprietà assicura che il Mia Garden non intende abbassare le serrande. La programmazione della stagione estiva verrà prontamente rimodulata e nei prossimi giorni sarà presentato un format rinnovato con festival ed eventi serali anticipati, volti a garantire la continuità aziendale e l'occupazione. Resta tuttavia aperto il contenzioso legale, destinato ad approdare ai gradi di giudizio successivi per stabilire un confine chiaro tra il diritto al riposo dei privati e la libertà di impresa.