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il caso

Benzina "allungata" con l'acqua a Roma, i meccanici: «Casi aumentati fino al trenta per cento»

Le storie dei riparatori storici che non hanno mai visto una simile frequenza di guasti legati alla pessima qualità dei combustibili

04 Agosto 2026, 16:26

16:31

Benzina "allungata" con l'acqua a Roma, i meccanici: «Casi aumentati fino al trenta per cento»

Il guasto descritto dai meccanici è sempre identico: il propulsore tossisce, perde colpi per qualche istante e infine si spegne. L’auto si ferma in corsia di emergenza, lo scooter si ammutolisce al semaforo e la spia motore si accende senza scampo. Il tutto a distanza di pochi minuti dal rifornimento, con il serbatoio ancora pieno. Nelle ultime settimane, a Roma, questa sequenza non appare più come un episodio sfortunato, ma come un campanello d’allarme che rimbalza da una carrozzeria all’altra.

A delineare i contorni del fenomeno non sono i laboratori, bensì i ponti sollevatori delle officine capitoline, dove si registra un afflusso anomalo di veicoli in panne. Chi opera sul campo da anni parla chiaro: la causa è un carburante contaminato, con presenza di acqua o morchia introdotta nel circuito di alimentazione.

Al Quadraro, il meccanico Giancarlo Lanza riferisce che, tolti gli ultimi sei mesi, in decenni di lavoro non aveva mai riscontrato una simile frequenza.

A Corso Trieste, Romar Ponciano ha già catalogato una decina di interventi analoghi negli ultimi mesi.

A Casalbruciato, Renato Di Nicolò stima un aumento tra il 25% e il 30% dei serbatoi con residui d’acqua o sedimenti rispetto al passato.

Mancano dati aggregati ufficiali per una statistica cittadina definitiva, ma la convergenza di segnalazioni in aree lontane fra loro evidenzia la serietà del problema.

Il danno non è un semplice inconveniente: può trasformarsi in una riparazione onerosa. I propulsori di ultima generazione, in particolare i diesel con sistemi common rail, sono estremamente sensibili. Operando ad altissime pressioni e con tolleranze minime, anche una traccia di acqua o impurità può compromettere componenti cruciali e costosi come pompe, filtri e iniettori. Come ricostruito anche da Sky TG24, le auto attuali risultano decisamente più vulnerabili ai combustibili sporchi rispetto ai modelli più datati.

Gli esperti avanzano due spiegazioni. La prima, la più grave, rimanda a carburanti “allungati” deliberatamente con acqua o sostanze estranee per ridurre i costi e aumentare i margini. La seconda chiama in causa la gestione degli impianti: condensa, polveri, depositi e morchia che si accumulano sul fondo delle cisterne e vengono aspirati quando il livello scende sotto la soglia minima.

Il fenomeno delle frodi sui carburanti è seguito da vicino dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e dalla Guardia di Finanza. Emblematico, pur non direttamente collegato ai casi romani, il sequestro del 18 marzo 2026 a Licata nell'Agrigentino: le Fiamme Gialle hanno bloccato oltre 9.000 litri di gasolio chimicamente alterato con solventi e oli vegetali esausti per abbassarne il punto di infiammabilità.

Sul fondo della vicenda pesa il caro carburante. Con listini ancora elevati, la tentazione di risparmiare è forte. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, tramite l’Osservatorio prezzi carburanti, monitora costantemente l’andamento e ha segnalato alla Guardia di Finanza i distributori che non si erano adeguati al taglio delle accise. Le associazioni dei consumatori raccomandano prudenza: un prezzo fin troppo conveniente rispetto alla media territoriale non va interpretato solo come un colpo di fortuna, ma come un segnale che impone maggiore attenzione.

Cosa fare subito: la breve guida per gli automobilisti

Fermarsi immediatamente: se, dopo il pieno, compaiono vuoti di accelerazione, cali di giri o spegnimenti, non proseguire la marcia. Accostare in sicurezza e chiamare il carro attrezzi.

Conservare le prove: tenere scontrino fiscale e ricevuta POS, annotare ora, indirizzo del distributore e, se possibile, il numero della colonnina. Serviranno per eventuali esposti alla Guardia di Finanza su possibili violazioni delle accise.

Richiedere una diagnosi scritta: l’officina deve rilasciare una perizia che certifichi la presenza di acqua o impurità nel serbatoio. Senza un documento tecnico formale, le richieste di rimborso al gestore o gli esposti perdono forza legale.

Il consiglio finale è di rifornirsi presso impianti affidabili, monitorare eventuali anomalie subito dopo il pieno e non sottovalutare sintomi che, su motori di nuova generazione, possono trasformarsi rapidamente in danni molto costosi.