Giustizia
Magistrati ordinari e onorari: la Corte Costituzionale deciderà dopo un ricorso di due giudici siciliani
Per decisione del Tar del Lazio, gli ermellini dovranno dirimere le annose questioni sui profili della disciplina del rapporto di lavoro, assistenziale e previdenziale
La Corte Costituzionale è stata chiamata a decidere sulla legittimità della normativa ai fini dell’equiparazione dei magistrati ordinari e onorari sotto i profili della disciplina del rapporto di lavoro, assistenziale e previdenziale. La decisione è contenuta in due identiche ordinanze collegiali del Tar del Lazio, arrivate a seguito della discussione di altrettanti ricorsi proposti da un Giudice di Pace del Tribunale di Agrigento e da un Giudice Onorario di Pace del Tribunale di Palermo.
Entrambi si sono rivolti al Tribunale amministrativo per ottenere il riconoscimento della qualifica di lavoratore a tempo determinato e dei conseguenti diritti retributivi, contributivi, alle ferie, all’adeguato orario di lavoro, a non subire l’abusiva reiterazione di rapporti a termine, e per la conseguente condanna anche di carattere risarcitorio. In sostanza, i due ricorrenti sollecitano i giudici amministrativi ad accertare il diritto ad una piena equiparazione, sotto i profili della disciplina del rapporto di lavoro, assistenziale e previdenziale, con i magistrati ordinari.
Il Tar ha ritenuto che il tema sottoposto al suo vaglio implica una cognizione piena riguardante la disciplina della riforma della magistratura onoraria in Italia e la questione della sua legittimità rispetto ai principi costituzionali, tra l'altro, di eguaglianza dei cittadini davanti alla legge, del bilancio dello Stato e del suo equilibrio. Da ciò ravvisa l'esistenza dei presupposti per la sospensione del giudizio in attesa della decisione della Corte Costituzionale.