l'emergenza
Crisi idrica a Trapani, il comitato: "Lo Stato intervenga con autobotti e l'esercito"
Chiesto un piano straordinario e anche l'intervento della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco
Sembra che la crisi idrica che sta colpendo Trapani anche questa estate non è più un’emergenza ordinaria.
Nonostante le intense piogge invernali, nella città capoluogo (ma anche in altre province siciliane) la situazione ogni giorno si aggrava e che sta mettendo in ginocchio interi quartieri.
A denunciarlo, con toni durissimi, è ancora una volta il Comitato cittadino spontaneo “L’acqua è un diritto di tutti”, che ha diffuso una nota di forte denuncia e un appello diretto a tutte le istituzioni, nessuna esclusa: Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Esercito Italiano, Prefettura, Diocesi, oltre agli enti locali e regionali.
Secondo il Comitato, centinaia di cittadini, famiglie, anziani, persone con disabilità, malati, attività economiche, attendono per giorni la consegna dell’acqua tramite autobotti, con ripercussioni pesantissime sulla salute, sull’igiene e sulla qualità della vita.
Nel mirino finiscono anche le recenti dichiarazioni dell’assessore comunale Pellegrino, che ha attribuito i ritardi alla carenza di autisti della ditta incaricata. Una spiegazione giudicata irricevibile: “Il sistema predisposto – dice il Comitato - non è più in grado di garantire un servizio essenziale. Giustificare una crisi di tale portata con il mancato reperimento di personale da parte di un’agenzia interinale solleva interrogativi sulla programmazione e sull’organizzazione del servizio”.
In sostanza, per i cittadini non conta il numero dei viaggi effettuati dalle autobotti, ma il numero delle persone che restano senz’acqua.
“Da tempo - aggiunge il Comitato - si segnalava la necessità di potenziare il parco mezzi, garantire personale qualificato e predisporre un piano capace di affrontare situazioni emergenziali prevedibili. Ora che l’amministrazione stessa ammette difficoltà organizzative e di personale, sarà necessario accertare le responsabilità una volta superata la crisi”.
E poi l’appello, senza precedenti: “Ci rivolgiamo alla Protezione Civile, ai Vigili del Fuoco, all’Esercito Italiano, alla Prefettura, al Vescovo e a tutti gli enti dello Stato competenti affinché venga attivato con la massima urgenza un piano straordinario di emergenza”.
Il Comitato paventa apertamente la necessità di coinvolgere anche l’Esercito, mettendo a disposizione autobotti, personale specializzato e supporto logistico per affiancare il servizio comunale, ormai incapace di reggere l’urto della domanda.
“Se il sistema attualmente predisposto non riesce a fronteggiare questa emergenza – conclude l'appello - lo Stato non può restare spettatore. Trapani ha bisogno di interventi concreti, non di giustificazioni”.