il dibattito
Il clero e i pastori uniti per la sanità di Gela: appello per il rilancio dell'ospedale Vittorio Emanuele
Preghiera pubblica e appello alla classe politica per colmare le gravi carenze di personale e servizi
Il clero fa sentire la sua voce nella battaglia per il diritto alla salute. È la seconda volta dopo il documento diffuso a dicembre contro i paventati tagli nell’ambito della nuova rete ospedaliera siciliana.
Il vicario foraneo don Luigi Petralia ha riunito i sacerdoti e ieri sera anche i pastori delle chiese evangeliche su un tema in cui non possono esserci divisioni. Insieme si sta organizzando per fine mese un momento di preghiera che si terrà o nel piazzale dell’ospedale o nel vicino parcheggio di viale Indipendenza.
«Noi lanciamo un appello alla politica tutta –dice don Petralia – affinché agisca a servizio dell’uomo dedicando ogni sforzo a garantire il diritto supremo alla salute e facendo ancor di più in un territorio che ha già pagato un prezzo altissimo in termini di ambiente e salute. Noi come chiesa non possiamo non denunciare le carenze della sanità pubblica a Gela e nel comprensorio cominciando dall’insufficiente personale, dall’assenza di servizi fondamentali all’ospedale di Gela come emodinamica, neurologia, psichiatria per non parlare della grave situazione del pronto soccorso. Queste carenze pesano sui soggetti più deboli, sui tanti che non possono permettersi i costi della sanità privata.»
Il mondo ecclesiale sostiene quindi la battaglia avviata dal sindaco e dagli amministratori e lancia un appello a tutti i politici cominciando da chi ha il potere di poter dare soluzioni alla problematica ad intervenire cominciando dall’ospedale Vittorio Emanuele che necessita di un rilancio e potenziamento immediato. «L’appello - dice il vicario foraneo - lo rivolgiamo alla Regione e al governo nazionale perché producano fatti concreti per il nostro territorio.»