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il caso

Il mare dello Stretto di Messina è super vigilato, c'è la presenza di un batterio che ha fatto già registrare vittime

La storia di come si forma, come agisce e gli effetti sugli esseri umani

09 Agosto 2026, 15:33

15:40

Il mare dello Stretto di Messina è super vigilato, c'è la presenza di un batterio che ha fatto già registrare vittime

È uno dei batteri che più spesso finiscono sulle prime pagine con il soprannome inquietante di “batterio mangia-carne”. Si tratta del Vibrio vulnificus, un microrganismo che vive naturalmente nelle acque marine e salmastre calde e che, in determinate circostanze, può provocare infezioni molto gravi e rapidamente progressive.

L'ultimo allarme arriva dagli Stati Uniti. In Louisiana, nel 2026 sono stati registrati finora nove casi di infezione e cinque decessi, secondo il Louisiana Department of Health. L'ultimo aggiornamento delle autorità è stato diffuso nei primi giorni di agosto. Il dato è particolarmente significativo perché la Louisiana registra normalmente molti meno casi: nel periodo considerato, negli ultimi dieci anni la media era di circa sette infezioni e un decesso all'anno. Lo stesso batterio è stato trovato nello Stretto di Messina.

Dove è stato trovato?

Il Vibrio vulnificus non è un batterio comparso improvvisamente in Louisiana. È infatti un microrganismo che vive naturalmente nelle acque costiere calde e salmastre, soprattutto durante i mesi estivi, quando la temperatura dell'acqua aumenta.

Nel caso dell'ultimo focolaio segnalato in Louisiana, le autorità hanno riferito che tutti e nove i pazienti avevano avuto ferite esposte all'acqua marina. Non si tratta quindi di un nuovo batterio scoperto in una particolare spiaggia, ma di un aumento di infezioni associate all'esposizione alle acque costiere.

La notizia assume particolare rilievo durante l'estate perché il Vibrio vulnificus tende a proliferare maggiormente nelle acque calde. Il rischio aumenta quindi con l'innalzamento delle temperature marine.

Perché viene chiamato “batterio mangia-carne”?

Il termine “mangia-carne” è soprattutto una definizione giornalistica e può essere fuorviante. Il batterio non “mangia” letteralmente la carne. In alcune persone, tuttavia, l'infezione può provocare una grave infezione della pelle e dei tessuti molli, fino alla fascite necrotizzante, una condizione nella quale i tessuti vengono distrutti rapidamente. Nei casi più gravi l'infezione può raggiungere il sangue e provocare una sepsi potenzialmente letale.

L'evoluzione può essere estremamente rapida. Le autorità sanitarie della Louisiana sottolineano che circa una persona su cinque colpita da un'infezione da Vibrio vulnificus muore e che, nei casi più gravi, il decesso può avvenire anche nel giro di uno o due giorni.

Come si contrae l'infezione?

Una delle modalità più importanti è il contatto tra una ferita, anche piccola, e acqua marina o salmastra contaminata.

Una persona che entra in acqua con un taglio, un'abrasione o un'altra lesione cutanea può consentire al batterio di entrare nell'organismo. Il rischio riguarda in particolare le acque costiere calde.

Un'altra possibile via di infezione è alimentare: il Vibrio vulnificus può essere contratto consumando frutti di mare crudi o poco cotti, in particolare ostriche.

Non è invece considerato un batterio che si trasmette normalmente da persona a persona.

Chi corre i rischi maggiori?

L'infezione può colpire anche persone sane, ma le forme più gravi sono particolarmente associate ad alcune condizioni preesistenti, tra cui malattie del fegato, diabete, tumori e condizioni che compromettono il sistema immunitario.

Per questo motivo, le autorità sanitarie raccomandano soprattutto alle persone più vulnerabili di evitare il contatto tra ferite e acqua marina o salmastra.

I sintomi da non sottovalutare

I sintomi dipendono dalla modalità di infezione. Nel caso di un'infezione della ferita possono comparire dolore, arrossamento, gonfiore, aumento della temperatura della pelle, alterazione del colore e secrezioni, accompagnati talvolta da febbre.

Nelle forme più gravi possono comparire anche vesciche cutanee, brividi e un pericoloso abbassamento della pressione sanguigna, segnali compatibili con un'infezione sistemica.

La rapidità con cui può peggiorare una grave infezione da Vibrio vulnificus rende fondamentale rivolgersi tempestivamente a un medico quando compaiono sintomi dopo un'esposizione a acqua costiera o a frutti di mare crudi.

Il problema riguarda solo gli Stati Uniti?

No. Negli ultimi anni il Vibrio vulnificus ha attirato crescente attenzione anche in Europa, dove l'aumento delle temperature marine sta creando condizioni favorevoli alla presenza e alla proliferazione dei batteri del genere Vibrio.

Un'analisi pubblicata nel giugno 2026 ha evidenziato la crescente attenzione verso questi microrganismi nelle acque europee, dal Mar Baltico al Mediterraneo. Il fenomeno è collegato anche all'aumento delle temperature dell'acqua, che può favorire la presenza dei Vibrio in aree precedentemente meno favorevoli.

Questo non significa, però, che ogni bagno in mare rappresenti un pericolo. Le infezioni gravi da Vibrio vulnificus rimangono relativamente rare. Il rischio è maggiore in determinate condizioni, soprattutto quando l'acqua è calda e una persona presenta una ferita aperta o appartiene a una categoria particolarmente vulnerabile.

Come proteggersi

Le principali precauzioni sono semplici: evitare di entrare in acqua marina o salmastra con ferite aperte; coprire eventuali ferite con una medicazione impermeabile; lavare accuratamente con acqua e sapone una ferita esposta all'acqua di mare; evitare il consumo di molluschi e altri frutti di mare crudi o poco cotti; lavare le mani dopo aver maneggiato molluschi crudi; prestare particolare attenzione se si hanno patologie che aumentano il rischio di infezioni gravi.

L'ultimo allarme

Per ora, dunque, l'ultimo importante aggiornamento riguarda la Louisiana, dove nove casi e cinque decessi nel 2026 hanno spinto le autorità a rinnovare l'allerta durante la stagione estiva.

La vicenda riporta l'attenzione su un problema destinato a essere monitorato sempre più da vicino: la presenza dei Vibrio nelle acque costiere è influenzata dalla temperatura e il progressivo riscaldamento dei mari può creare condizioni favorevoli alla loro diffusione anche in aree dove in passato erano meno comuni.

Il “batterio mangia-carne”, quindi, non è un nuovo organismo comparso improvvisamente, ma un batterio già noto che trova nelle acque calde condizioni sempre più favorevoli.